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IL MATTERELLO


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Il matterello è uno strumento di cucina. Serve per tirare la sfoglia, è nato per quello e dato a chi sa come utilizzarlo, crea capolavori. Tuttavia se lo prendi in mano per darlo in testa a quello che ti sta sulle scatole, allora diventa un’arma. Il matterello è nato con un obiettivo buono e giusto, portare in tavola le tagliatelle della nonna, ma in mano a un cretino, cambia completamente di valore. Insomma un uso sconsiderato di qualcosa, ne muta la destinazione e, da strumento, mezzo, opportunità, diventa arma inutile o peggio ancora pericolosa.

I social sono questo, o se preferite, lo stanno diventando. 

Nati come mezzo di comunicazione, condivisione e diffusione, in un mondo che va sempre più veloce e in cui le notizie sono in tempo reale, se non addirittura anticipate, questi strumenti fanno la loro parte nel bene e nel male. Io che non mi ci ritrovo tanto, sto un po' in disparte, consapevole che starne fuori, significa essere anche un po' fuori dal mondo, ma con l'idea che a starci dentro non ci guadagno poi molto.

Mi piaceva Instagram perché amavo guardare foto ben fatte e perché ho sempre ammirato chi sa farne ma francamente sono stufa di una bacheca piena di aperitivi e tazzine di caffè.

Non so usare Twitter, non ci capisco un tubo e francamente non ne comprendo nemmeno lo scopo, se non un cicaleccio continuo tra capi diversi del mondo. Non me ne importa nulla comunque. 

Sto diventando intollerante a WhatsApp, che è sempre di più il posto dove mostrarci i ridicoli che siamo, e di Facebook sto iniziando addirittura ad avere paura per quel che ci trovo dentro, sempre più vicino alla follia e sempre più lontano alla comunicazione. 

Una connessione che secondo me ha travalicato il limite del buonsenso senza che nessuno abbia provato a riportare le cose su giusto piano, quello per cui sono nate. La libertà di pensiero ha lasciato il posto all'arroganza di credere di poter dire qualunque cosa e chi gestisce le piattaforme, se ne frega. Si dice che sia il progresso ma da quaggiù si sente pure un marcato odore di soldi. 

Qualche settimana fa, un gruppo di balordi esagitati hanno rubato l'amministrazione di un gruppo, per pubblicare foto da film horror, commenti indecenti che inneggiavano alla violenza, soprattutto contro i bambini. Per scherzo, per scemenza o non lo so, ma l'hanno fatto, protetti da dei profili fasulli che solo a vederne la foto era raccapricciante. Non so come sia andata a finire la storia, ma se si è risolta, non credo sia merito di fb. 

Tempo prima ho segnalato un altro coglione, intento a pubblicare contenuti "non umani" e contro la vita. Mi è stato risposto che non erano violati i principi della piattaforma, ispirati alla libertà di pensiero, che insomma era tutto ok e che si continuava così. 

Il figlio di una ragazza che conosco è finito dallo psicologo per le offese e le minacce che un gruppetto della scuola, "per gioco" si son divertirti a fargli. I genitori ci hanno dormito sopra e purtroppo sono intervenuti tardi, Facebook invece non è intervenuto per niente. 

Mi sono imbattuta per lavoro in gruppi WhatsApp e fb che incitano all'anoressia e dove si fa a gara a chi mangia di meno.Tutto normale, nessuno che ne sia per lo meno, perplesso. 

La maggior parte delle associazioni terroristiche usa i social per reclutare e addestrare adepti e, per chi non lo sapesse, è uno strumento utilizzatissimo dai ladri di quartiere che mentre noi condividiamo la nostra vacanza, loro ci svaligiano casa. 

Il cyber bullismo è uno spettro che s’insinua in tantissimi casi di suicidi di giovanissimi e oggi non c'è quotidiano che non parli del blue whale, una "cosa" che molti chiamano "gioco" ma che è quanto di più lontano da questo. Non ve la spiego nemmeno, ho ribrezzo solo a parlarne.

La nostra Costituzione sancisce la libertà di pensiero come un diritto inviolabile dell’uomo ma stabilisce pure i reati di calunnia, ingiuria, diffamazione e istigazione a delinquere. 

Inoltre limita la libertà di pensiero se questa pregiudica l’ordine pubblico

Stabilisce altresì la libertà di stampa ma vieta le pubblicazioni contrarie al buon costume e se è vero che per eseguire un sequestro, occorre un atto dell’autorità giudiziaria, è altresì vero che, nei casi in cui intervenire con tempestività può fa la differenza, gli organi di polizia sono autorizzati a procedere in autonomia. 

La nostra Costituzione garantisce il diritto alla riservatezza, l’onore, la dignità e la reputazione e il codice penale vieta le associazioni a delinquere. 
L’istigazione al suicidio è un reato, la diffamazione lo stesso, lo stalking lo è diventato da un pò e il cyber bullismo ne è una sua sfaccettatura. 

Non ci serve il Sig. Zuckerberg o chi per lui per fare qualcosa.


Commenti

  1. Come non darti pienamente ragione?????

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  2. Complimenti per questo bellissimo e lucidissimo post. E visto che tra le etichette che vi fanno riferimento vi è anche quella di "coraggio", permettimi di aggiungere una piccola riflessione: abbiamo il coraggio di uscire da qualsiasi social ci sminuisca e ci crei disagio; basta qualche minuto per riacquistare tanta libertà perduta. Un caro saluto. Carla

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    1. In realtà il coraggio che intendevo io, è il coraggio di denunciare e di intervenire in chi può e deve, non tanto nel coraggio di "mollare" che dovrebbe avere chi viene deriso o umiliato. Non credo che sia quello preso di mira a doversi allontanare, credo più che altro che non si debba permettere che questo succeda, non impunemente per lo meno. Fare propaganda all' anoresia o ad un "gioco" che se vuoi vincere "devi suicidarti", o ancora offendere senza limiti qualcun'altro, o ancora dire che "per addormentare i bambini serve il gas metano", non è esercitare una libertà di espressione e non sono "io" che devo trovare il coraggio di cancellarmi, ma è chi commette certe nefandezze che deve essere messo nelle condizioni di non farlo.

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  3. Esatto!
    è capitato anche a me di vedere le peggio cose su Facebook e temo il giorno in cui i miei figli vorranno entrarci.
    Si possono incontrare bellissime persone, come persone orribili.
    E mi auguro che le persone che usano i social inizino a pensare con il loro cervello e far si che chi usa Facebook in modo lesivo della dignità umana (perché è così che si comporta certa gente) venga educato ad usarlo in modo diverso. Chissà se sarà mai possibile...

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    1. Chi usa i social per ledere deve essere punito e sbattuto fuori definitivamente perché non è vero che non si sa chi sono, che non è possibile risalire alle identità e ai fatti. Di questo ne sono più che certa. La privacy su questi mezzi di comunicazione non esiste, non basta una foto o un profilo fasullo...è come cercare la privacy a time square o in piazza del popolo!

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    2. Chi usa i social per ledere deve essere punito e sbattuto fuori definitivamente perché non è vero che non si sa chi sono, che non è possibile risalire alle identità e ai fatti. Di questo ne sono più che certa. La privacy su questi mezzi di comunicazione non esiste, non basta una foto o un profilo fasullo...è come cercare la privacy a time square o in piazza del popolo!

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  4. I social mi piacciono e li trovo anche utili ma a volte ci vorrebbe la condivisione di qualche neurone in più...

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  5. con figli adolescenti ti capisco benissimo e sono pienamente d'accordo con te che la cosa sta unpo sfuggendo di mano ... dietro ad uno schermo si riparano da tutto e da tutti incuranti dell'effetto che possono avere lettere messe insieme che diventano parole taglienti come lame. no parlo solo di ragazzini....maanche di adulti che si sentonodi avere veritàintasca e fanno terrorismo spicologico da tastiera senz motivo.
    credo siano mezzi utilissimi e bellissimi se unsati come diceva qualucno sopra con dei neuroni attivati in più.
    veronica

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GLI INVISIBILI

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