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LE MAMME DELL'ULTIMO ANNO

Le mamme dell'ultimo anno, sanno il fatto loro, si aggirano sicure tra i corridoi della scuola, conoscono il nome di tutte le maestre, del personale ausiliario e delle cuoche della mensa, loro stesse vengono chiamate per nome. 
La mattina all'entrata quasi mai accompagnano i figli in classe, li salutano li, sull'atrio, le più coraggiose addirittura al cancello, un bacio al volo, sguardo sereno, una pacca sulla spalla e via. 
Le mamme dell'ultimo anno lasciano che i figli si portino lo zaino da soli, non si prodigano in raccomandazioni e lungaggini, sanno come funziona e non stressano nessuno con domande e chiarimenti, tutt'al più si prodigano nel darli. 
Le mamme dell'ultimo anno intrattengono nel piazzale della scuola quelle del primo, spiegano tutto e di più, molte volte vengono braccate, altrettante, da saputelle, se le vanno a cercare.
Le mamme dell'ultimo anno snobbano le riunioni perché "tanto so già quello che diranno", e se ci vanno, non fanno domande, si limitano ad annuire come chi la sa lunga. 
Le mamme dell'ultimo anno non guardano mai la bacheca della mensa, conoscono il menù a memoria e anzi hanno imparato a cucinare qualche piatto anche a casa e i loro figli sono fra i pochi che mangiano le verdure.
Le mamme dell'ultimo anno non vanno in panico un mese prima per la recita scolastica e non si accaniscono per la ricerca di un cappellino bianco neve proprio come ha richiesto la maestra di musica, perché la mamma dell'ultimo anno lo sa che forse quel cappellino suo figlio neanche lo vorrà indossare. Tentano di spiegarlo alle mamme del primo ma sanno già che non saranno capite. 
Le mamme dell'ultimo anno non prenderanno un giorno di ferie per vederla, si limitano a un’ora di permesso e se arriveranno un po’ in ritardo sanno già che le recite non iniziano mai puntuali, non arriveranno alle mani per il posto davanti, gli basterà un angolino di muro a cui appoggiarsi e da lì guarderanno il proprio figlio cantare Buon Natale, poi piangeranno... proprio come fanno tutte le altre.

Commenti

  1. Allora forse ho saltato a pie' pari il secondo anno perché rispetto al primo ho fatto passi da gigante!
    Comunque hai ragione, sono proprio così ed in più....iniziano a parlare con ansia delle elementari, dove saranno "mamme del primo anno".

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    1. Pure io ma il prossimo anno sarò di nuovo una mamma del primo!!!

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  2. Mah... a volte penso che le mamme dell'ultimo anno abbiano già avuto sei figli, per questo son così esperte!

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    1. Ma che esperte Anna...siamo tutte sulla stessa barca....te lo dice una che è mamma dell'ultimo anno! ;-))))

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  3. A volte mi chiedo: perché quello che dicono le maestre non è degno di essere ascoltato e quello che dicono le mamme dell'ultimo anno, seppur identico, è il Verbo? XD

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    1. In realtà era per dire che anche noi mamme dell'ultimo anno, piangiamo a dirotto come se fosse la prima volta che vediamo una recita. ;-)))

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    2. Ma mi chiedo ed i papà che fanno? Ci sono quelli che filmano, che fanno foto, ma anche quelli che si commuovono ed altri che devono lavorare e non possono partecipare. Alcuni ci sono ma sbruffano perché si annoiano ...Ne approfitto per fare a tutti i miei più sinceri auguri di buon Natale. Tanta serenità!

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  4. Beh, dipende... ci sono mamme del primo anno che hanno altri figli più grandi e sono già state mamme dell'ultimo anno in precedenza..... e che inesorabilmente tentano di applicare un po' dell'esperienza acquisita e vengono guardate con lo sguardo tipico da "cosa vuoi saperne tu che sei dei piccoli"
    eheheheh!

    baci e buon natale, intanto.
    poi magari ci risentiamo :-D

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    1. Io sono una mamme dell'ultimo anno, che però il prossimo anno farò parte un'altra volta di quelle del primo, sia con Leo che andrà all'elementari, sia con Teresa che inizierà la materna e comunque primo o ultimo anno che sia, non si è mai pronte a vedere il proprio figlio che recita! Buon Natale anche a voi di cuore!!!

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GLI INVISIBILI

  Ora ve lo dico quello che penso perché dopo l’ultimo decreto, intensificare le lezioni di yoga non mi aiuta più e mi sono stancata di sentire che “eh ma che vuoi farci un’emergenza così non era mai capitata” ...a parte che la storia vi smentisce e per i mezzi dell’epoca alla fine forse se la sono cavata meglio di noi ...e non venitemi a dire che una volta non ci si spostava come oggi e che il rischio di contagio era minore...con il cacchio che lo era, considerando le condizioni igieniche e che in una casa ci vivevano anche in 20! Comunque il nuovo decreto tra le varie cose, su cui voglio sorvolare, perché alla fine sono disposta a credere nella bontà delle intenzioni, c’è la disposizione che i bambini già dalle elementari devono indossare la mascherina anche quando sono seduti al banco e per tutte le ore di lezione.

LA RIPARTENZA

Abbiamo ripreso più o meno la vita di sempre.  I ritmi lavorativi, ritornati nella norma , hanno spazzato via anche le ultime riserve di riposo che la quarantena ci aveva regalato. La didattica a distanza ha fatto il resto e sto facendo il conto alla rovescia insieme ai miei figli. Siamo tornati al ristorante già un paio di volte e mangiare la pizza appena sfornata non ha niente a che vedere con la consegna a domicilio. I pargoli di casa hanno ripreso gli sport e ora ci stiamo organizzando per il corso di nuoto estivo. Siamo tornati al super , a comprare vestiti e scarpe, al percorso verde della città, al mercato ....e desidero fortemente un breve fuga al mare nell’immediato.

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In teoria sarebbe da prendere e da buttare : tutto, anche i primi due mesi dell’anno, perché sono stato il preludio alla tempesta con in più il rammarico di aver creduto a chi, ai tempi, ci diceva “non è niente, è solo un’influenza”. Insomma questo 2020 dall’inizio alla fine non ci ha lasciato speranze e non ha avuto chance ...credo che mai come quest’anno, la gente abbia aspettato la mezzanotte per salutarlo e, mi verrebbe da aggiungere, in malo modo. Però l’altra sera, mentre tornavamo a casa in macchina, ho fatto un sondaggio casalingo  “Cosa lasciate e cosa tenete di questo 2020?”  Non hanno avuto dubbi... le vacanze : quelle sulla neve di febbraio e le altre al caldo sole di agosto. I compleanni, il calcinculo sotto casa che ci ha tenuto compagnia per tutta l’estate, l’inizio del lock down, quando non andare a scuola sembrava solo una festa, la ripresa di settembre , l’emozione di rivedersi , e poi queste feste , rinchiusi in casa ma felici e con la pancia piena. Ed io?

GIGANTI NEL GIARDINO DI CASA

Hanno visto restringersi il mondo dalla sera alla mattina, in una manciata d’ore tutto è cambiato senza che se ne rendessero conto, con una percezione di quello che c’era fuori “giustamente” filtrata dalle parole di mamma e papà. Da sempre considerati “piccoli” e quindi bisognosi di una guida, in questa situazione sono stati considerati addirittura “invisibili” , ignorati in tutto e per tutto dalla moltitudine di disposizioni, che nel frattempo però si stavano occupando di giri del palazzo, delle necessità dei cani e persino del dilemma “cancelleria sì o cancelleria no”. È vero era un’emergenza, ma lo era per tutti, anche per loro, per cui nessuna polemica, ma nemmeno nessuna scusante per il vuoto cosmico che li ha travolti.

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Sarà che quando una cosa nasce storta, ci credo poco che si raddrizzi, sarà che mio fido molto della prima impressione e pure che l’esperienza, nel bene o nel male, difficilmente mi porta così lontano dalla realtà…sta di fatto che questo 2019 mi è stato antipatico fin da subito e che oggi dopo 12 mesi, sono veramente contenta che finisca…ovviamente con la speranza che il 2020 non sappia fare di peggio.