Passa ai contenuti principali

27 GIUGNO

 


È il 27 giugno di 18 anni fa, è caldissimo e sto guidando in infradito e calzoncini corti su per la salita verso l’ospedale. Papà da diversi giorni ha cambiato stanza, gli hanno assegnato una singola con bagno e se all’inizio mi era sembrata una buona cosa, ora inizio a pensare che forse singola sta per “isolata” e questo di sicuro una buona cosa non è.

Ieri un amico di famiglia medico è passato a trovarlo, appoggiato con le mani ai piedi del letto, lo guardava sconsolato mentre scuoteva la testa, avrei voluto mandarlo via a calci.

La camera è piuttosto piccola, in cima alle scale subito sulla destra, il letto invece è sul lato sinistro della stanza e papà, sempre girato verso la finestra, passa il tempo alzando gli occhi al cielo, sospirando batte il pugno sul lenzuolo e mi guarda come a dire “Che sfiga...proprio ora...”. Continuo a ripetergli che torneremo a casa presto e alla fine so pure che sarà così, ma non nel modo in cui vorremmo tutti.

Mamma da giorni è ridotta uno straccio, stanchissima, ma di mollare non se ne parla affatto. 

Quasi un mese vissuto in ospedale, dopo un anno veramente tribolato, non è una cosa così semplice da sopportare. I segni del viso si vedono belli e chiari eppure non hanno spento la speranza. 

Le ho fatto una promessa, una cosa sciocca, assurda per il mio modo di pensare, però le ho assicurato che ci andrò: una fantomatica guaritrice ciarlatana, che ci spillerà non so quanto, che ci racconterà una marea di fandonie ma che forse le alleggerirà un po la pena. E se servirà a questo, allora, anche se per poco, ne sarà valsa la pena. Ci andrò domani che è sabato, l’ho chiamata e preso appuntamento. Mi devo portare una maglietta di papà...una pagliacciata in più.

L’ora della cena è passata da un pezzo, mi sono data il cambio con mamma che si prepara alla notte, ed io devo fermarmi a mangiare un boccone. “C’è una pizzeria qui vicino”, mi dice il Principe, andrà benissimo, ma ho appena fatto in tempo a parcheggiare e squilla il telefono. È mamma.

Ri- Percorro la stessa strada che ho fatto per arrivare fin qui, c’è una festa al paese vicino e scoppiano i fuochi d’artificio. La musica a tutto volume si sente anche da lontano. Mio padre se ne sta andando mentre qualcuno balla...come è strana la vita.

Sono le 01:30 di notte, mio padre non c’è più da qualche minuto, è iniziato da poco il 28 giugno del quale non mi ricordo quasi nulla, né cosa ho fatto né in che sequenza.

Ogni anno il ricordo si affievolisce e faccio fatica a mantenerlo vivo. Il 27 giugno no, quello non me lo dimenticherò mai.

Commenti

POST PIÙ LETTI

GLI INVISIBILI

  Ora ve lo dico quello che penso perché dopo l’ultimo decreto, intensificare le lezioni di yoga non mi aiuta più e mi sono stancata di sentire che “eh ma che vuoi farci un’emergenza così non era mai capitata” ...a parte che la storia vi smentisce e per i mezzi dell’epoca alla fine forse se la sono cavata meglio di noi ...e non venitemi a dire che una volta non ci si spostava come oggi e che il rischio di contagio era minore...con il cacchio che lo era, considerando le condizioni igieniche e che in una casa ci vivevano anche in 20! Comunque il nuovo decreto tra le varie cose, su cui voglio sorvolare, perché alla fine sono disposta a credere nella bontà delle intenzioni, c’è la disposizione che i bambini già dalle elementari devono indossare la mascherina anche quando sono seduti al banco e per tutte le ore di lezione.

LA RIPARTENZA

Abbiamo ripreso più o meno la vita di sempre.  I ritmi lavorativi, ritornati nella norma , hanno spazzato via anche le ultime riserve di riposo che la quarantena ci aveva regalato. La didattica a distanza ha fatto il resto e sto facendo il conto alla rovescia insieme ai miei figli. Siamo tornati al ristorante già un paio di volte e mangiare la pizza appena sfornata non ha niente a che vedere con la consegna a domicilio. I pargoli di casa hanno ripreso gli sport e ora ci stiamo organizzando per il corso di nuoto estivo. Siamo tornati al super , a comprare vestiti e scarpe, al percorso verde della città, al mercato ....e desidero fortemente un breve fuga al mare nell’immediato.

COSA TENGO E COSA LASCIO

In teoria sarebbe da prendere e da buttare : tutto, anche i primi due mesi dell’anno, perché sono stato il preludio alla tempesta con in più il rammarico di aver creduto a chi, ai tempi, ci diceva “non è niente, è solo un’influenza”. Insomma questo 2020 dall’inizio alla fine non ci ha lasciato speranze e non ha avuto chance ...credo che mai come quest’anno, la gente abbia aspettato la mezzanotte per salutarlo e, mi verrebbe da aggiungere, in malo modo. Però l’altra sera, mentre tornavamo a casa in macchina, ho fatto un sondaggio casalingo  “Cosa lasciate e cosa tenete di questo 2020?”  Non hanno avuto dubbi... le vacanze : quelle sulla neve di febbraio e le altre al caldo sole di agosto. I compleanni, il calcinculo sotto casa che ci ha tenuto compagnia per tutta l’estate, l’inizio del lock down, quando non andare a scuola sembrava solo una festa, la ripresa di settembre , l’emozione di rivedersi , e poi queste feste , rinchiusi in casa ma felici e con la pancia piena. Ed io?

GIGANTI NEL GIARDINO DI CASA

Hanno visto restringersi il mondo dalla sera alla mattina, in una manciata d’ore tutto è cambiato senza che se ne rendessero conto, con una percezione di quello che c’era fuori “giustamente” filtrata dalle parole di mamma e papà. Da sempre considerati “piccoli” e quindi bisognosi di una guida, in questa situazione sono stati considerati addirittura “invisibili” , ignorati in tutto e per tutto dalla moltitudine di disposizioni, che nel frattempo però si stavano occupando di giri del palazzo, delle necessità dei cani e persino del dilemma “cancelleria sì o cancelleria no”. È vero era un’emergenza, ma lo era per tutti, anche per loro, per cui nessuna polemica, ma nemmeno nessuna scusante per il vuoto cosmico che li ha travolti.

IL 2020 CHE VERRA'

Sarà che quando una cosa nasce storta, ci credo poco che si raddrizzi, sarà che mio fido molto della prima impressione e pure che l’esperienza, nel bene o nel male, difficilmente mi porta così lontano dalla realtà…sta di fatto che questo 2019 mi è stato antipatico fin da subito e che oggi dopo 12 mesi, sono veramente contenta che finisca…ovviamente con la speranza che il 2020 non sappia fare di peggio.