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#IONONGUARDOSANREMO



Io non guardo il Festival di San Remo da un bel po' di anni in realtà, ma di sicuro le ultime edizioni non sono state così edificanti da essermi persa chissà cosa.

Che ognuno la pensi come vuole, ma non mi pare di aver visto la musica progredire in questi ultimi tempi e questo, purtroppo, non solo a San Remo.

Sarò vecchia, sarò di un’altra generazione ma se cantanti come Sfera Ebbasta, Achille Lauro, e quel pagliaccio che dovrebbe cantare quest’anno, rappresenterebbero la musica dei giovani, un po' di preoccupazione mi viene.

Non sono nemmeno una diplomatica, una di quelle che non si espone, “che queste cose non si dicono perché se no…”, che bisogna essere moderni a tutti i costi, e tutte quelle cavolate li.
A me questi non mi viene nemmeno di chiamarli cantanti…mi considero più cantante io a questo punto, che sotto la doccia urlo a squarciagola i brani di Lucio Battisti e che per lo meno, a discapito di voce e intonazione da schifo, posso dire di avere i testi che mi risollevano.

Questi qui no. Non hanno aspetto, musica, testi e men che meno abilità. Eppure sono la musica dei giovani, quella che sembrano ascoltare tutti, la modernità che noi anziani scansiamo. 

Alcuni di noi ci provano a fare i genitori moderni, a dire “ma noooo….li devi interpretare e capire”, altri “ma sono gli idoli dei ragazzi di oggi, devi entrare nel loro mondo” e altri ancora “anche noi da giovani ascoltavamo tizio e caio che non erano stinchi di santi”.

No e poi no! Questi qui sono degli idioti! Ridicoli!  Non rappresentano nessuna modernità, nessuna giovinezza! Dicono/cantano quello che gli passa per la stessa convinti che questa sia “libertà di pensiero, diritto inviolabile di ognuno di noi”!

Ma se dire ciò che si vuole, significa inneggiare all’odio, alla violenza e ai più beceri reati, non è libertà di pensiero, è incitamento, e non è permesso, non è consentito, non è un diritto anzi per di più è vietato.

E poi non cantano, la loro non è musica, è rumore!

Si nascondono dietro le maschere, la faccia piena di disegni che chiamano tatuaggi (lo conoscessero almeno il significato profondo del tatuaggio), dicono parole ed esprimono concetti più grandi di loro, sono ragazzini che giocano a fare “i strani”, sono manichini che si bruceranno nell’arco di una canzone e che si credono grandi.

E poi ci sono loro, chi li ascolta, inebetiti e affascinati da tanta bruttura e che nel loop di tutto questo rumore, li giustificano pure: “ma non preoccupatevi perché cantano in inglese e noi nemmeno capiamo cosa dicono” …e che quindi, in nome dei loro idoli, si danno degli ignoranti da soli e senza nemmeno accorgersene.

Non so se servirà ma #iononguardosanremo

Commenti

  1. #iononguardosanremo da una vita. Per me, sono soldi pubblici (anche i miei, sigh!) buttati nel cesso. E sono d'accordo con te al 100%.

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GLI INVISIBILI

  Ora ve lo dico quello che penso perché dopo l’ultimo decreto, intensificare le lezioni di yoga non mi aiuta più e mi sono stancata di sentire che “eh ma che vuoi farci un’emergenza così non era mai capitata” ...a parte che la storia vi smentisce e per i mezzi dell’epoca alla fine forse se la sono cavata meglio di noi ...e non venitemi a dire che una volta non ci si spostava come oggi e che il rischio di contagio era minore...con il cacchio che lo era, considerando le condizioni igieniche e che in una casa ci vivevano anche in 20! Comunque il nuovo decreto tra le varie cose, su cui voglio sorvolare, perché alla fine sono disposta a credere nella bontà delle intenzioni, c’è la disposizione che i bambini già dalle elementari devono indossare la mascherina anche quando sono seduti al banco e per tutte le ore di lezione.

LA RIPARTENZA

Abbiamo ripreso più o meno la vita di sempre.  I ritmi lavorativi, ritornati nella norma , hanno spazzato via anche le ultime riserve di riposo che la quarantena ci aveva regalato. La didattica a distanza ha fatto il resto e sto facendo il conto alla rovescia insieme ai miei figli. Siamo tornati al ristorante già un paio di volte e mangiare la pizza appena sfornata non ha niente a che vedere con la consegna a domicilio. I pargoli di casa hanno ripreso gli sport e ora ci stiamo organizzando per il corso di nuoto estivo. Siamo tornati al super , a comprare vestiti e scarpe, al percorso verde della città, al mercato ....e desidero fortemente un breve fuga al mare nell’immediato.

COSA TENGO E COSA LASCIO

In teoria sarebbe da prendere e da buttare : tutto, anche i primi due mesi dell’anno, perché sono stato il preludio alla tempesta con in più il rammarico di aver creduto a chi, ai tempi, ci diceva “non è niente, è solo un’influenza”. Insomma questo 2020 dall’inizio alla fine non ci ha lasciato speranze e non ha avuto chance ...credo che mai come quest’anno, la gente abbia aspettato la mezzanotte per salutarlo e, mi verrebbe da aggiungere, in malo modo. Però l’altra sera, mentre tornavamo a casa in macchina, ho fatto un sondaggio casalingo  “Cosa lasciate e cosa tenete di questo 2020?”  Non hanno avuto dubbi... le vacanze : quelle sulla neve di febbraio e le altre al caldo sole di agosto. I compleanni, il calcinculo sotto casa che ci ha tenuto compagnia per tutta l’estate, l’inizio del lock down, quando non andare a scuola sembrava solo una festa, la ripresa di settembre , l’emozione di rivedersi , e poi queste feste , rinchiusi in casa ma felici e con la pancia piena. Ed io?

GIGANTI NEL GIARDINO DI CASA

Hanno visto restringersi il mondo dalla sera alla mattina, in una manciata d’ore tutto è cambiato senza che se ne rendessero conto, con una percezione di quello che c’era fuori “giustamente” filtrata dalle parole di mamma e papà. Da sempre considerati “piccoli” e quindi bisognosi di una guida, in questa situazione sono stati considerati addirittura “invisibili” , ignorati in tutto e per tutto dalla moltitudine di disposizioni, che nel frattempo però si stavano occupando di giri del palazzo, delle necessità dei cani e persino del dilemma “cancelleria sì o cancelleria no”. È vero era un’emergenza, ma lo era per tutti, anche per loro, per cui nessuna polemica, ma nemmeno nessuna scusante per il vuoto cosmico che li ha travolti.

IL 2020 CHE VERRA'

Sarà che quando una cosa nasce storta, ci credo poco che si raddrizzi, sarà che mio fido molto della prima impressione e pure che l’esperienza, nel bene o nel male, difficilmente mi porta così lontano dalla realtà…sta di fatto che questo 2019 mi è stato antipatico fin da subito e che oggi dopo 12 mesi, sono veramente contenta che finisca…ovviamente con la speranza che il 2020 non sappia fare di peggio.