Passa ai contenuti principali

PASQUA E ALTRI ACCADIMENTI

È mattino presto, lui salta giù dal letto, agguanta l’uovo per il fiocco più grande, lo rotea in aria, lo capovolge, stropiccia, tira gli estremi del nastro da tutte le parti, prova e insiste finché lo apre. Forse sarebbe più giusto dire lo rompe, ma è lo stesso, il risultato è raggiunto. Le due metà di cioccolato si disintegrano, sbriciolate dal colpo più grosso, una specie di martellata a pugno ben assestata sulla cima. Vola via l’involucro della carta, lancia il bozzolo che contiene la sorpresa e inizia a studiare il contenuto che da lì a qualche minuto, verrà smontato e modificato in qualcosa di nuovo. Un gioco completamente diverso da quello progettato, un marchingegno di fantasia che con ogni probabilità avrà anche un altro colore. Mentre lo guardo, penso che la Kinder dovrebbe assumerlo e farebbe affari d’oro.

Lei apre gli occhi, li stropiccia, si stira, si rigira e mugugna qualcosa d' incomprensibile a tutti, ma che io so perfettamente voler dire “mamma latte”. Lui le porge entusiasta il suo uovo, vuole che lo apra con la stessa velocità con cui ha fatto lui, magari anche con la stessa modalità e prova a modo suo a convincerla, è troppo curioso e non può aspettare. Lei però dorme ancora e quell’uovo, lo prende, lo abbraccia neanche fosse un doudou, lo accarezza ma comunque lo lascia li. Beve il suo latte e poi con calma, tanta calma, se lo passa tra le mani, girandolo e rivoltandolo per studiare tutti i particolari. Per aprirlo vuole aiuto perché non sia mai che si rompa la carta, men che meno il fiocco, apre delicatamente il bozzolo ed esclama gioiosa alla vista della sorpresa. Poi la monta con dedizione e delicatezza, ci gioca piano per non romperla e la ripone con cura.

Ecco: due bambini, due uova di cioccolata e due mondi.

Della Pasqua appena trascorsa questo è forse l’unico ricordo tradizionale, a parte uno sparuto alberello addobbato con ometti e pulcini a basso costo perché per noi Pasqua ha significato quindici giorni di caos, tra muratori, elettricisti, idraulici, imbianchini, falegnami e tanta ma tanta polvere. In un attimo di disperazione ho promesso a me stessa che non farò mai più dei lavori in casa, nessuna manutenzione ordinaria o straordinaria, lascerò che l’abitazione familiare, faccia il suo corso e se cadrà a pezzi la rottamerò e ne comprerò una nuova!

Pasqua è stata anche il battesimo di Emma, figlia n° 3 di sorella n° 2, ottava nipote dell’Ipernonna e terza femmina della dinastia o meglio,  per dirlo con parole più semplici: mia nipote.

Pasqua è stato anche il compleanno di papà e fiori speciali preparati per lui.

Pasqua è stato un buffet di confetti di tutti i sapori e un paio di scarpe scomode che lancerò dalla finestra non appena avrò budget sufficiente per ricomprarne delle nuove.

Pasqua è stata una mole di compiti che non ho mica capito e che alla fine abbiamo lasciato a metà.

Pasqua è stata un pò triste, un pò faticosa, tanto confusionaria e troppo calorica ma alla fine felice come lo è ogni anno da quando ci sono quei due e ora, che tutto sta tornando alla normalità, compreso il livello di polvere nell'aria, ditemi che arriverà anche la primavera, il sole e tutto il resto...ne ho un disperato bisogno. 

A voi come è andata?




Commenti

  1. che tipi opposti, ahah!
    qui pasqua è stata: una settimana a casa con bronchite, antibiotico prima, iniezioni dopo perché non passava, per la piccoletta. Una passeggiata coi pattini per la città per la grande, accompagnata dal papà, mentre io portavo sul mare la piccola che per la tosse non riusciva a calmarsi e respirare. Un po' di caos, piani saltati, tanta tristezza e lacrima facile per me (ancora non so se sono gli ormoni, la ripresa del ciclo, lo scombussolamento dato da beatrice, il desiderio di ritrovare lui come marito che non viene esaudito...non lo so, ma son stati giorni i cui sentivo macigni sul cuore. Poi il giorno di Pasqua e pasquetta, come per magia, la resurrezione dell'animo! sole, caldo, amici e cuore più sereno :-D

    RispondiElimina
  2. Per la primavera siamo in due ad aspettarla, ma qui a Roma pare che ci siamo...pare eh?!
    Pasqua per noi stranamente a casa causa camper fuori uso, ma abbiamo fatto molte gite fuori porta!

    RispondiElimina
  3. Ah ah ah, due caratteri diversissimi, sembrano i miei due gemelli (la bimba come il tuo Leo)! Noi pranzi e cene in famiglia, pasquetta sempre in casa ma con amici. Tante passeggiate, in piano e nei dintorni, per il mio ginocchio, un paio di pedalate e...raffreddore, tosse, aerosol non stop, male di pancia e tantissimo sonno...insomma: a parte un po' di sole e mangiate, la solita ruotine. Io, che amavo l'inverno, con i due sempre malati sto facendo danze della primavera tutti i giorni!!!!! Per i lavori, so bene di cui parli. Noi abbiamo appena iniziato il piano sotto e il vicino sta demolendo solette e intonacando a manetta...polvere, terra, cemento, macerie..c'è di tutto in cortile, nell'aria e, ahimè, pure in casa. Non c'è vetro doppio che tenga a polvere e rumori!

    RispondiElimina
  4. La nostra è stata una giornata di sole in una settimana di pioggia. Un pranzo solo con la suocera, perché la mia famiglia aveva altri impegni. È stata la scelta di camminare nei prati dietro casa quando la nonna se ne era andata, fregandosene di orari e tutto il resto, che se c'è il sole, meglio viverlo. È stata il lusso di vivere lentamente. Tanto se piove non fai chissà che...

    RispondiElimina
  5. noi troppi amici, troppe attività e un sacco di stanchezza, ho davvero bisogno di un po' di riposo.

    RispondiElimina

Posta un commento

Con un commento mi regalerai un sorriso

POST PIÙ LETTI

GLI INVISIBILI

  Ora ve lo dico quello che penso perché dopo l’ultimo decreto, intensificare le lezioni di yoga non mi aiuta più e mi sono stancata di sentire che “eh ma che vuoi farci un’emergenza così non era mai capitata” ...a parte che la storia vi smentisce e per i mezzi dell’epoca alla fine forse se la sono cavata meglio di noi ...e non venitemi a dire che una volta non ci si spostava come oggi e che il rischio di contagio era minore...con il cacchio che lo era, considerando le condizioni igieniche e che in una casa ci vivevano anche in 20! Comunque il nuovo decreto tra le varie cose, su cui voglio sorvolare, perché alla fine sono disposta a credere nella bontà delle intenzioni, c’è la disposizione che i bambini già dalle elementari devono indossare la mascherina anche quando sono seduti al banco e per tutte le ore di lezione.

LA RIPARTENZA

Abbiamo ripreso più o meno la vita di sempre.  I ritmi lavorativi, ritornati nella norma , hanno spazzato via anche le ultime riserve di riposo che la quarantena ci aveva regalato. La didattica a distanza ha fatto il resto e sto facendo il conto alla rovescia insieme ai miei figli. Siamo tornati al ristorante già un paio di volte e mangiare la pizza appena sfornata non ha niente a che vedere con la consegna a domicilio. I pargoli di casa hanno ripreso gli sport e ora ci stiamo organizzando per il corso di nuoto estivo. Siamo tornati al super , a comprare vestiti e scarpe, al percorso verde della città, al mercato ....e desidero fortemente un breve fuga al mare nell’immediato.

COSA TENGO E COSA LASCIO

In teoria sarebbe da prendere e da buttare : tutto, anche i primi due mesi dell’anno, perché sono stato il preludio alla tempesta con in più il rammarico di aver creduto a chi, ai tempi, ci diceva “non è niente, è solo un’influenza”. Insomma questo 2020 dall’inizio alla fine non ci ha lasciato speranze e non ha avuto chance ...credo che mai come quest’anno, la gente abbia aspettato la mezzanotte per salutarlo e, mi verrebbe da aggiungere, in malo modo. Però l’altra sera, mentre tornavamo a casa in macchina, ho fatto un sondaggio casalingo  “Cosa lasciate e cosa tenete di questo 2020?”  Non hanno avuto dubbi... le vacanze : quelle sulla neve di febbraio e le altre al caldo sole di agosto. I compleanni, il calcinculo sotto casa che ci ha tenuto compagnia per tutta l’estate, l’inizio del lock down, quando non andare a scuola sembrava solo una festa, la ripresa di settembre , l’emozione di rivedersi , e poi queste feste , rinchiusi in casa ma felici e con la pancia piena. Ed io?

GIGANTI NEL GIARDINO DI CASA

Hanno visto restringersi il mondo dalla sera alla mattina, in una manciata d’ore tutto è cambiato senza che se ne rendessero conto, con una percezione di quello che c’era fuori “giustamente” filtrata dalle parole di mamma e papà. Da sempre considerati “piccoli” e quindi bisognosi di una guida, in questa situazione sono stati considerati addirittura “invisibili” , ignorati in tutto e per tutto dalla moltitudine di disposizioni, che nel frattempo però si stavano occupando di giri del palazzo, delle necessità dei cani e persino del dilemma “cancelleria sì o cancelleria no”. È vero era un’emergenza, ma lo era per tutti, anche per loro, per cui nessuna polemica, ma nemmeno nessuna scusante per il vuoto cosmico che li ha travolti.

IL 2020 CHE VERRA'

Sarà che quando una cosa nasce storta, ci credo poco che si raddrizzi, sarà che mio fido molto della prima impressione e pure che l’esperienza, nel bene o nel male, difficilmente mi porta così lontano dalla realtà…sta di fatto che questo 2019 mi è stato antipatico fin da subito e che oggi dopo 12 mesi, sono veramente contenta che finisca…ovviamente con la speranza che il 2020 non sappia fare di peggio.