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NATALE E DINTORNI


Credits

Natale.
Questa cosa degli aiutanti di Babbo Natale, mi mette più ansia ogni anno che passa. Mi aggiro furtiva in piena notte, scalza per evitare di far rumore, ma poi immancabilmente sbatto contro lo spigolo di qualche porta, o pesto qualche lego lasciato sul pavimento. Impreco per mezz’ora a gran voce e considerando i 90 mq di casa tutti in un piano, il rischio di essere scoperti diventa più che reale. 

Quando riesco a scivolare tra le coperte, è notte fonda, sono esausta e sudata. Mi sento come se avessi partecipato al veglione di fine anno in anticipo di una settimana. Loro però, come d’abitudine natalizia, si svegliano sempre all’alba, accendono tutte le luci e ci buttano giù dal letto come il tenente Foley di Ufficiale e Gentiluomo. Il rincoglionimento generale per tutta la giornata del 25 è assicurato ma tanta “fatica” è valsa la pena, solo per vederli imbambolati davanti a quell’albero. 

Capodanno.
La fine di un anno non mi è mai piaciuta un granché. Divertirsi ad ogni costo, quando io sono molto umorale, tirare l’alba quando io sono un ghiro, organizzare con chi magari ti vedi una volta ogni tanto...tutto mi è sempre sembrato un “dovere” cui non potersi sottrarre per non apparire l’asociale e quella che se la tira. In più salutare qualcuno, anche se si tratta semplicemente di un giro di calendario, mi mette malinconia perché è come lasciare andare un passato cui mi sono affezionata ma che decido di tradire per qualcosa di nuovo. Una cosa del tipo “Grazie anno vecchio per avermi dato tanto ma ora togliti dalle scatole che ho qualcosa di meglio da fare”. Da quando sono mamma, non è più così. Anzitutto, La fine dell’anno è diventata un giorno come un altro e non ho più l’idea che qualcosa stia finendo, ma semplicemente che quel qualcosa stia continuando. Non sento più di essere in un anno nuovo, penso semplicemente che sia cambiato il mese, non devo divertirmi ad ogni costo e non faccio propositi perché ho già dato a settembre. Festeggio solo con le persone cui tengo veramente e spesso eravamo solo noi quattro, ed è capitato pure di cenare con una margherita e un boccale di birra. Bellissimi Capodanni. Quest’anno abbiamo trasgredito un po’, con un cenone pochi ma buoni, io malaticcia e in collegamento in tempo reale con la sala parto dell’Ospedale della città. Mia nipote è nata alle 00:50 del 1 gennaio 2018.

Befana.

Con Cicina sono stata sleale, qualche parola buttata lì a caso su questa vecchietta generosa e gentile, ma anche brutta e mezza ubriaca, accompagnato da un “Se non dormiamo subito, magari ci capita di incontrarla in salone” e ho visto il panico nei suoi occhietti. Due minuti due e dormiva. Sono una brutta persona lo so ma cerco di sopravvivere alla meno peggio e poi vi assicuro che il giorno dopo già se n’era scordata. Con Leo invece è stata una dura battaglia, ero lì lì per dirgli “La Befana sono io” pur di sbrigare la pratica e andarmene a dormire. Invece ho dovuto aspettare l’una di notte. In pratica un altro veglione di fine anno, il terzo in quindici giorni.

Oggi tutto è tornato alla normalità, ho liberato casa dalle decorazioni, ho fatto spazio ai nuovi giochi, ho passato aspirapolvere e spicciato ogni ambiente. Ho pure scritto questo post e domani ricominceranno le scuole, gli sport di entrambi e le corse per essere un po’ meno in ritardo. Che dire? È stato un Natale bellissimo, delle feste ricche e goderecce e con tanti momenti da ricordare, ma ora io continuo a essere un umorale e anche un po’ asociale per cui ora tiro un sospiro di sollievo e vado dritta fino all’estate

Commenti

  1. Uh, come ti capisco... io sono ancora in arretrato di sonno dai Natali passati di quando mia figlia era piccola!
    Ti dirò... pure a me del Capodanno (come di Carnevale) non frega niente. E' capitato che lo si passasse soli io e mio marito, così come è capitato di andare fuori, e magari di tornare alle 4 (un sonno, poi...!). Oppure di ritrovarmi a lavare i piatti alle sei del mattino, quando ero una sposina desiderosa di mostrare le mie virtù di cuoca.
    Ora le feste mi mettono ansia, ho paura di perdere il controllo e dimenticare cose importanti, così la notte non dormo, agitata.
    Insomma... DEVO RECUPERARE IL SONNO PERDUTO!!! :p

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    1. Pure io Anna, entro in una specie di trance agonistica che mi sfianca. Desidero così tanto che per loro siano momenti indimenticabili che esagero un pò su tutto ;-)))

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  2. Tanti auguri per la nipotina. Quest'anno mi aspettavo grandi cose, vista la presenza in casa di tre nani, invece non ho avuto nemmeno il tempo di odiare l'albero, è arrivato, con non pochi sacrifici, la fine delle vacanze e il ritorno alla normalità per tutti, senza aver respirato chissà quale aria natalizia, una settimana di febbre per la piccola e da qui la mia prigionia e le solite mangiate in famiglia con il pensiero al primo gennaio, quando ho iniziato la dieta, soffrendo come un cane di fronte a tutti i cioccolatini della calza

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    1. Alla fine le feste natalizie sono una specie di uragano che travolge tutti, genitori in primis...almeno quest'anno ci siamo risparmiati i malanni

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  3. Benvenuta alla piccolina!
    Io il grinch umorale e asociale gioisco il 2 Gennaio che il peggio è passato!
    Da quando c'è il nano poi è ancora peggio perché "si fa tutto per lui con nonni"...Finalmente rientrati nella routine!

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    1. Eh si alla fine è tutto per loro ed è anche giusto che sia così però che fatica ;-))

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  4. qui...volate 'set feste! per lo più eravamo io lei e l'altra, con il papà solo dal 23 al 26. Ho subito molto il peso dellacosa, e l'umore ne ha risentito parecchio, fino all'1. Il 2 gennaio stavo già meglio. Son contenta siano finite!!!

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    1. No da sola senza il Principe forse non ce l'avrei fatta anche se poi la realtà è che ad essere in vacanza erano solo loro, noi due a parte le feste da calendario abbiamo sempre lavorato il che aggiunge a tutto il resto anche la pratica "gestione figli senza scuola"...non sai le risate grasse e isteriche che mi faccio il 22 dicembre di ogni anno

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  5. Guarda, non dico che le nostre siano andate male, perchè con i bambini è sempre una gioia vederli felici di albero, regali, compagnia di nonni e cuginetti vari, però posso dire che questo è stato l'anno del Natale più malaticcio (ho passato il 25 a vomitare e dormire sotto tachipirina e i giorni seguenti ad accudire i tre figli raffreddati e tossicchianti) e faticoso di sempre! Speriamo nel prossimo anno! Intanto, però, auguroni per la nipotina!!!! Quanto al Capodanno, noi da anni facciamo cene pochi ma buoni e non tornerei mai indietro. Se poi capitasse anche il niente, non me ne importerebbe.

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    1. Giulia tu sei giustificatissima per il tuo Natale faticoso...anzi mi sento un pò ingrata a lamentarmi delle ridicole fatiche del mio...però non so perché ma anche se il Natale da quando sono mamma, lo amo molto in tutti i suoi aspetti, ne esco fuori totalmente in confusione e nello sfare l'albero son sempre sollevata...alla fine l'ho già ammesso: sono una brutta persona! ;-)))))))))))))))

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  6. concordo sul fatto di doversi organizzare per forza a capodanno... io vorrei solo andare a dormire subito!
    comunque sono arrivata al tuo blog per caso e devo dire mi piace molto... infatti mi sono subito aggiunta ai tuoi lettori fissi!

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GLI INVISIBILI

  Ora ve lo dico quello che penso perché dopo l’ultimo decreto, intensificare le lezioni di yoga non mi aiuta più e mi sono stancata di sentire che “eh ma che vuoi farci un’emergenza così non era mai capitata” ...a parte che la storia vi smentisce e per i mezzi dell’epoca alla fine forse se la sono cavata meglio di noi ...e non venitemi a dire che una volta non ci si spostava come oggi e che il rischio di contagio era minore...con il cacchio che lo era, considerando le condizioni igieniche e che in una casa ci vivevano anche in 20! Comunque il nuovo decreto tra le varie cose, su cui voglio sorvolare, perché alla fine sono disposta a credere nella bontà delle intenzioni, c’è la disposizione che i bambini già dalle elementari devono indossare la mascherina anche quando sono seduti al banco e per tutte le ore di lezione.

LA RIPARTENZA

Abbiamo ripreso più o meno la vita di sempre.  I ritmi lavorativi, ritornati nella norma , hanno spazzato via anche le ultime riserve di riposo che la quarantena ci aveva regalato. La didattica a distanza ha fatto il resto e sto facendo il conto alla rovescia insieme ai miei figli. Siamo tornati al ristorante già un paio di volte e mangiare la pizza appena sfornata non ha niente a che vedere con la consegna a domicilio. I pargoli di casa hanno ripreso gli sport e ora ci stiamo organizzando per il corso di nuoto estivo. Siamo tornati al super , a comprare vestiti e scarpe, al percorso verde della città, al mercato ....e desidero fortemente un breve fuga al mare nell’immediato.

COSA TENGO E COSA LASCIO

In teoria sarebbe da prendere e da buttare : tutto, anche i primi due mesi dell’anno, perché sono stato il preludio alla tempesta con in più il rammarico di aver creduto a chi, ai tempi, ci diceva “non è niente, è solo un’influenza”. Insomma questo 2020 dall’inizio alla fine non ci ha lasciato speranze e non ha avuto chance ...credo che mai come quest’anno, la gente abbia aspettato la mezzanotte per salutarlo e, mi verrebbe da aggiungere, in malo modo. Però l’altra sera, mentre tornavamo a casa in macchina, ho fatto un sondaggio casalingo  “Cosa lasciate e cosa tenete di questo 2020?”  Non hanno avuto dubbi... le vacanze : quelle sulla neve di febbraio e le altre al caldo sole di agosto. I compleanni, il calcinculo sotto casa che ci ha tenuto compagnia per tutta l’estate, l’inizio del lock down, quando non andare a scuola sembrava solo una festa, la ripresa di settembre , l’emozione di rivedersi , e poi queste feste , rinchiusi in casa ma felici e con la pancia piena. Ed io?

GIGANTI NEL GIARDINO DI CASA

Hanno visto restringersi il mondo dalla sera alla mattina, in una manciata d’ore tutto è cambiato senza che se ne rendessero conto, con una percezione di quello che c’era fuori “giustamente” filtrata dalle parole di mamma e papà. Da sempre considerati “piccoli” e quindi bisognosi di una guida, in questa situazione sono stati considerati addirittura “invisibili” , ignorati in tutto e per tutto dalla moltitudine di disposizioni, che nel frattempo però si stavano occupando di giri del palazzo, delle necessità dei cani e persino del dilemma “cancelleria sì o cancelleria no”. È vero era un’emergenza, ma lo era per tutti, anche per loro, per cui nessuna polemica, ma nemmeno nessuna scusante per il vuoto cosmico che li ha travolti.

IL 2020 CHE VERRA'

Sarà che quando una cosa nasce storta, ci credo poco che si raddrizzi, sarà che mio fido molto della prima impressione e pure che l’esperienza, nel bene o nel male, difficilmente mi porta così lontano dalla realtà…sta di fatto che questo 2019 mi è stato antipatico fin da subito e che oggi dopo 12 mesi, sono veramente contenta che finisca…ovviamente con la speranza che il 2020 non sappia fare di peggio.