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FRATELLANZA

La fratellanza e la sorellanza sono oramai a pieno regime. Arrivati a questo punto, posso dire che lui è il fratello di lei e che lei è la sorella di lui. Sotto tutti i punti di vista, e in più, che noi siamo genitori di entrambi, cosa da non sottovalutare perché rende la pratica genitoriale un tantino più complessa.

Nel corso del primo anno di Cicina, questo legame, che ovviamente c'era, non era ben definito e, a parte sprazzi di gelosia da entrambe le parti, non aveva altri risvolti. La differenza d’età, se pur minima, era sufficiente a tenerli staccati in due mondi paralleli, con esigenze e abitudini completamente diverse. Qualche incursione l'uno nel mondo dell'altro c'era, ma di breve durata e con pochi strascichi.

Ma mano che Cicina cresceva, le dinamiche tra loro, e tra noi e loro, però subivano modifiche e adattamenti inesorabili. Loro si scrutavano sempre più, anche se da lontano, e i contatti tra i loro due mondi aumentavano. I reciproci interessi però erano ancora troppo diversi per poter parlare di uno scambio vero e proprio tra fratelli.

Da oramai un anno però tutto è cambiato e il loro legame di fratello e sorella l’hanno ben chiaro in testa e, anche dall'esterno, è sempre più evidente. I loro mondi si mescolano di continuo e più si conoscono più diventano fratelli. 
Ora se sei genitore di fratelli, hai delle pratiche nuove da sbrigare e anche quelle vecchie, per essere affrontate, richiedono un approccio differente. 
La prima cosa che viene in mente parlando di fratelli sono i LITIGI. 
I litigi assomigliano molto al mistero dei cerchi di grano, non si sa da dove vengano, chi li porti e soprattutto perché. Tuttavia, nel rapporto di fratellanza, sono inevitabili. Cercare di capirne le dinamiche e i perché, è del tutto inutile. Un litigio è sempre fine a se stesso e quello successivo non sarà mai uguale a quello precedente, per cui cercare di fare esperienza sul campo, non serve a nulla. Sono arrivata alla conclusione che il litigio faccia parte della conoscenza tra persone che tengono l’una all’altra e che meno m’intrometto meglio è.

Essere fratelli racchiude in se anche il concetto di CONDIVISIONE. Non solo dei genitori ma anche dello spazio, del tempo e delle amicizie. Condividere non è mai facile, nemmeno da adulti, alla loro età poi, in cui si sentono al centro del mondo, è complicatissimo. Condividere lo spazio, nel nostro caso significa, un’unica cameretta per entrambi ed una stanza da gioco dove Cicciobello deve coesistere con Capitan America e similari. La Condivisione porta a volte allo scambio e lo scambio, a sua volta, porta al litigio. Condividere le amicizie invece significa conoscere tanti bambini, di tutte le età, confrontarsi con ognuno e partecipare al doppio dei compleanni. Uno spasso.

Essere fratelli significa ADATTARSI perché non sempre si può fare ciò che piace e perché ci sono dei momenti in cui la priorità è per l’uno o per l’altro. Adattarsi, secondo me, è più complicato che condividere, perché l’adattamento presuppone sempre che uno dei due, in alcuni momenti, debba mettersi da parte e lasciare spazio alle esigenze dell’altro e per un genitore lo scatto del senso di colpa è automatico.

Infine essere fratelli significa IMPARARE, nel bene e nel “male”, il lecito e l’illecito. Un fratello è un esempio. Sempre. Lo è il più grande per il più piccolo che decide di imparare a scrivere perché vede l’altro farlo, ma lo è anche il più piccolo per il più grande, che mette su un capriccio nato dal nulla.

E’ scontato dire che essere fratelli significa anche AMARE e amare tanto. Vedere lui leggere a lei le storie che fino a ieri leggevo io, vedere lei sistemare a lui, i vestiti che ha lanciato sul pavimento. Vederli regalarsi i rispettivi giocattoli, per poi piantare una grana per riaverli indietro. Scoprirli nascosti tutti e due nell’armadio, ascoltarli confabulare contro l’ordine famigliare, discolparsi a vicenda, vederli ADATTARSI, IMPARARE, CONDIVIDERE e poi LITIGARE.


Commenti

  1. Hai fatto una gran bella analisi. Io sono figlia unica, ma ho sempre voluto un fratello o una sorella. Ora, quando guardo i miei nipoti litigare ma poi cercarsi, confabulare e poi piangere, leggere le favole all'altra, tirare su i panni di lui (sì sì, proprio come da te, uguale) ho ancora più nostalgia di quel fratello mai avuto.

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    1. Avere un fratello o una sorella, è una tale ricchezza! E poi è bello Anna vedere che mentre crescono loro, cresce anche questo rapporto fatto di complicità e conflitti ma gli uni e gli altri, dicono tutti la stessa cosa: che non saranno mai soli

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  2. Vero, verissimo. Hai scritto un post meraviglioso Piky!
    I miei monelli si relazionano e "sono fratelli" molto di più adesso rispetto a qualche tempo fa non solo perchè sono cresciuti anagraficamente ma anche proprio grazie ai passi avanti fatti nel percorso terapeutico per il loro disturbo.
    Ma il post mi piace anche perchè mi fa pensare al rapporto di "fratellanza" tra me e mio fratello, pur se adesso siamo adulti ovviamente, ma siamo stati piccoli anche noi ;) :)
    Con lui sono legatissima, a maggior ragione oggi che non ci sono più i nostri genitori.

    Baci a tutti voi lì!

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    1. Credo che la "fratellanza" sia un rapporto che si costruisce, matura e si evolve con il tempo, come tutti gli altri rapporti. Tra tutti però forse è il più speciale perché ti accompagna fin dall'inizio della vita...di sicuro è uno dei più complessi ma dal quale si riceve maggiormente

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  3. Non vedo l'ora che la fratellanza e sorellanza si manifesti anche tra i miei...poi però dovrò sorbirmi un sacco di litigi, lo so!

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    1. Della tua esperienza voglio sapere, perché qui non si parla di fratellanza base, ma addirittura a tre e due gemelli...sarà di sicuro un rapporto speciale. Raccontaci.

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  4. Le mie si amano tantissimo, litigano poco, vivono in simbiosi, hanno un rapporto davvero speciale che spero le accompagni per tutta la vita

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GLI INVISIBILI

  Ora ve lo dico quello che penso perché dopo l’ultimo decreto, intensificare le lezioni di yoga non mi aiuta più e mi sono stancata di sentire che “eh ma che vuoi farci un’emergenza così non era mai capitata” ...a parte che la storia vi smentisce e per i mezzi dell’epoca alla fine forse se la sono cavata meglio di noi ...e non venitemi a dire che una volta non ci si spostava come oggi e che il rischio di contagio era minore...con il cacchio che lo era, considerando le condizioni igieniche e che in una casa ci vivevano anche in 20! Comunque il nuovo decreto tra le varie cose, su cui voglio sorvolare, perché alla fine sono disposta a credere nella bontà delle intenzioni, c’è la disposizione che i bambini già dalle elementari devono indossare la mascherina anche quando sono seduti al banco e per tutte le ore di lezione.

LA RIPARTENZA

Abbiamo ripreso più o meno la vita di sempre.  I ritmi lavorativi, ritornati nella norma , hanno spazzato via anche le ultime riserve di riposo che la quarantena ci aveva regalato. La didattica a distanza ha fatto il resto e sto facendo il conto alla rovescia insieme ai miei figli. Siamo tornati al ristorante già un paio di volte e mangiare la pizza appena sfornata non ha niente a che vedere con la consegna a domicilio. I pargoli di casa hanno ripreso gli sport e ora ci stiamo organizzando per il corso di nuoto estivo. Siamo tornati al super , a comprare vestiti e scarpe, al percorso verde della città, al mercato ....e desidero fortemente un breve fuga al mare nell’immediato.

COSA TENGO E COSA LASCIO

In teoria sarebbe da prendere e da buttare : tutto, anche i primi due mesi dell’anno, perché sono stato il preludio alla tempesta con in più il rammarico di aver creduto a chi, ai tempi, ci diceva “non è niente, è solo un’influenza”. Insomma questo 2020 dall’inizio alla fine non ci ha lasciato speranze e non ha avuto chance ...credo che mai come quest’anno, la gente abbia aspettato la mezzanotte per salutarlo e, mi verrebbe da aggiungere, in malo modo. Però l’altra sera, mentre tornavamo a casa in macchina, ho fatto un sondaggio casalingo  “Cosa lasciate e cosa tenete di questo 2020?”  Non hanno avuto dubbi... le vacanze : quelle sulla neve di febbraio e le altre al caldo sole di agosto. I compleanni, il calcinculo sotto casa che ci ha tenuto compagnia per tutta l’estate, l’inizio del lock down, quando non andare a scuola sembrava solo una festa, la ripresa di settembre , l’emozione di rivedersi , e poi queste feste , rinchiusi in casa ma felici e con la pancia piena. Ed io?

GIGANTI NEL GIARDINO DI CASA

Hanno visto restringersi il mondo dalla sera alla mattina, in una manciata d’ore tutto è cambiato senza che se ne rendessero conto, con una percezione di quello che c’era fuori “giustamente” filtrata dalle parole di mamma e papà. Da sempre considerati “piccoli” e quindi bisognosi di una guida, in questa situazione sono stati considerati addirittura “invisibili” , ignorati in tutto e per tutto dalla moltitudine di disposizioni, che nel frattempo però si stavano occupando di giri del palazzo, delle necessità dei cani e persino del dilemma “cancelleria sì o cancelleria no”. È vero era un’emergenza, ma lo era per tutti, anche per loro, per cui nessuna polemica, ma nemmeno nessuna scusante per il vuoto cosmico che li ha travolti.

IL 2020 CHE VERRA'

Sarà che quando una cosa nasce storta, ci credo poco che si raddrizzi, sarà che mio fido molto della prima impressione e pure che l’esperienza, nel bene o nel male, difficilmente mi porta così lontano dalla realtà…sta di fatto che questo 2019 mi è stato antipatico fin da subito e che oggi dopo 12 mesi, sono veramente contenta che finisca…ovviamente con la speranza che il 2020 non sappia fare di peggio.