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#CERAVAMOTANTOAMATI: tutta la verità sulla coppia post figli

Post ironico ma serio, dedicato a tutti quei mariti, compagni, papà che sono, o si considerano, a torto o ragione, intercambiabili con la moglie, compagna, mamma, e capaci di gestire figli, casa, lavoro senza il minimo problema anzi guardandoti con sopracciglio alzato e una sufficienza del tipo "e che ce vo'?!" ...che nessuno si senta offeso, non sto puntando il dito contro la massa, io sto semplicemente parlando del mio. 

Partiamo dal fatto che un marito che sappia sostituirsi a noi in ogni cosa, lo vorremmo un po’ tutte, non sempre magari, e alla fine nemmeno spesso, non sarebbe realistico lo sappiamo, "ogni tanto" sarebbe già un buon compromesso e basterebbe per proporzionare le cose e, a chi se lo chiedesse, no, non sono gelosa del mio ruolo di mamma, non voglio l'esclusività del focolare, non credo di "essere io", "sempre io" e "soltanto io". 

Divido volentieri con lui oneri e onori, riconoscendo pure che in tante situazioni, mi mangia patate in testa, perché sa ascoltarli e accontentarli meglio, perché quando è con loro, è solo per loro, perché non ha mai perso il gusto di giocare e perché affronta le questioni una alla volta, e alla fine gli vengono tutte bene. In più è gettonatissimo tra i bambini, sia suoi che degli altri ed io un uomo che sa tornare agli anni di Petet Pan lo considero bello da guardare e anche molto virile. 

Questa premessa per dire che non c'è nulla e dico nulla, che ostacola il suo ingresso nel mio mondo di mamma, donna e massaia, e non sono nemmeno una di quelle che per collaborare intende "impartire ordini" per far sì, che ciò che si fa, lo si debba fare come dico io. 
Quindi, porte spalancate, però facciamo il punto su due o tre cose, altrimenti cari papà non ci capiamo tanto e si rischia di generare proprio quei due o tre malintesi che renderebbero più proficuo il rimanere ognuno al suo posto...ma sai che peccato. 

Punto primo, non mi piace il concetto che alla fine "non ci possiamo lamentare", perché tra le righe significa: la pratica è la tua e te la smazzi tu, e se io ti aiuto anche solo un po’, devi ringraziare il cielo e tutti gli astri perché hai un c...o che non è da tutte! Queste parole a casa mia, mai sono state pronunciate, e mai si udiranno, diversamente avreste visto, o vedreste volar fuori, piatti come ufo.

Punto due: portare fuori la spazzatura non equivale a collaborare e operarsi per fare la spesa, non è da considerare una faccenda domestica. Non vale nemmeno caricare la lavatrice se non si è poi disposti a stendere il bucato. 

Rifare i letti, piegare la biancheria, preparare la cena, riordinare casa, pulire i bagni, queste sono faccende domestiche. Prendetene nota. 

Occuparsi però dei figli al posto nostro di sicuro è l'esigenza più sentita dalle mamme perché permette di avere piccoli sprazzi di vita sociale ed a volte si rivela una vera e propria esigenza quando altri aiuti non ci sono. 
Ecco quando i papà si occupano da soli dei figli, dovrebbero tenere a mente, cos'è l'anarchia ed evitare di non farceli sguazzare dentro. Bastano un paio d'ore a braccio libero, per tornare ai tempi degli aborigeni con tutte le conseguenze del caso. 

Rientrare a casa per apprendere che non hanno fatto mezzo capriccio semplicemente perché le hanno avute tutte vinte e trovare una casa che sembra essere stata appena svaligiata, a noi fa incazzare, ricordatevelo. 

L'impegno profuso per regalarci un colore e taglio del ventunesimo secolo, è vanificato se poi rientrando a sera inoltrata, troviamo ancora in giro i resti della colazione, e se la casa è praticamente da buttare! Essere liberi di giocare è sporcarsi è un loro diritto è vero, lo dice anche l’Oms, ma la lavatrice poi tocca a noi quindi anche qui che il buon senso vi guidi. 

Da mamma so che il mio “ruolo” è per certi aspetti molto diverso da quello del Principe, so perfettamente che tra i due, la parte del “cattivo” spetta a me, so che la mamma è sempre la mamma, ma se a casa c’è il papà, è più divertente, e so che una coppia per essere bilanciata deve avere i poli come una pila, però ora di fianco all’uomo e alla donna che si amano ancora, c’è una mamma e un papà che affrontano la pratica con stili differenti e oggi la vera sfida è far andare d’accordo queste quattro persone.

Questo post partecipa al tema del mese delle StorMoms


Commenti

  1. Ma com'è che il ruolo del cattivo tocca alle mamme?? Da che mondo e mondo sono sempre stati i papà i più temuti, invece ora che sono mamma sono quella che passa il tempo a fare il carabiniere e lui l'adorato paparino che li consola e capisce!

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    1. Una nuova paternità rispetto ad una volta, anche se io già ai miei tempi, consideravo papà il buono e mamma la "cattiva"

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  2. Stupendo questo racconto! Eh sì, a volte apparecchiano la tavola. Cioè stendono la tovaglia e mettono i bicchieri. "Che sarà mai, ho dimenticato i piatti, le posate, i tovaglioli, l'acqua e il pane!" ti dicono, se rilevi le mancanze. Oppure, il contrario... tolgono due bicchieri e un piatto e hanno sparecchiato! Perché si son fatti distrarre, c'è una notizia in tv, oppure semplicemente "si rilassano". LORO!

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    1. Per me un aiuto domestico, è un aiuto, non una parvenza e a volte, dietro l'aiuto si nasconde addirittura, maggiore scompiglio tanto che è meglio non essere "aiutate"!!!

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  3. Anche da noi il ruolo del cattivo l'ho assunto io mentre il buono è il papà. Però confesso che ho la fortuna di avere un marito che mi sostituisce alla grande, anzi, talvolta è meglio di me in quanto a precisione, pulizia, preparazione cena e stiraggio. Lo so, sono davvero fortunata, o forse semplicemente mia suocera è stata davvero brava ad insegnargli tutto e lui conosce davvero il senso della parola "aiutare".

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    1. Preparazione cena?????
      Stirare?????
      Pulizia di casa????
      .................senza parole e standing ovation!!!

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  4. E io che credevo di essere una mosca bianca, che se il ruolo del regolatore toccasse al papà, mi chiedevo perché alla fine chi mette tutti in riga sono sempre io...
    Effettivamente ora ho capito di non essere l'unica.
    Interessante prospettiva:la paternità è proprio cambiata...

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    1. E' cambiata anche la maternità perchè oggi rispetto al passato, la donna/mamma lavora e a trovarsi a gestire tutto, deve per forza mettere paletti e freni, altrimenti impazzisce...una volta si era spesso solo "mamma" e questo portava ad occuparti dei figli con maggiore predisposizione, la mamma coccolava, concedeva e faceva da paravento tra le richieste dei figli e il papà severo...oggi se vogliamo sopravvivere alla quotidianità e al suo caos, ci tocca indossare la divisa e munirci di paletta non c'è scampo

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  5. aahahahha farò leggere il post a mio marito....ahhahahhaha

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    1. Da te com'è la situazione? Mi ricordo del periodo in cui avevi il gesso, ma nella normalità come va?

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  6. Stupenda Piky!!!!
    Scusa ma corro a condividerlo sulla bacheca del mi omo che si farà delle grasse risate anche lui. Mi manchi, bacio.

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    1. Mi manchi pure tu, ma per poco!!!
      ...che ne pensa Mr. Dru? Si è deciso a stirare la biancheria oppure preferisce caricare la lavatrice???

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  7. Come Giorgia!!
    E io che mi chiedevo dove avessi sbagliato...Appena mi vede arrivare mentre gioca con il suo babbo mi dice no no no via...:/

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    1. Eh bhe, ma quando c'è il papà in genere si dedica solo a loro, noi invece facciamo talmente tante altre cose contemporaneamente che è inevitabile questo ammutinamento.

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  8. Parole sacrosante! Anche questo mese un bel tema a cui voglio partecipare assolutamente, visto che è un argomento molto sentito, ultimamente, dalle mie parti :( comunque la frase "non ti puoi lamentare" l'ho sentita pronunciare spesso, invece...e infatti penso che i piatti siano arrivati fin sopra il Colosseo, credo :))) comunque qui la più gettonata sono io :( mio marito è un ottimo padre, lo adoro anche in questo ruolo e suo figlio anche lo accolie sempre a braccia aperte...ma non c'è niente da fare, fantasia zero :D da fidanzati dovevo suggerire io le idee più pazze e romantiche, ora tocca sempre a me inventare i giochi più spericolati/educativi/folli. Però a ciascuno il suo ruolo, in effetti, lui è il fiume che scorre lento e sereno quando dentro mamma sta per scoppiare la tempesta...e riporta la calma con la sua pazienza infinita :')

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    1. Aspetto il tuo contributo allora ma da quel che ho capito siamo più o meno sulla stessa barca, piatti volanti esclusi...

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  9. Ahahah!! Stupendo!
    Ps: anch'io sono lo sbirro cattivo! :)

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  10. infinitamente condivisibile Piky e te lo dice una che non "si accontenta" perché ha un marito davvero collaborativo... ancorché lievemente tendente all'anarchia quando passa del tempo "tra uomini" coi figli. Ma sai, finchè si limita a pizza e rutto libero....pace :-) una volta ogni tanto ci sta anche quello!

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  11. Mi sa che dovrei fare leggere questo post a mio marito!!! Anche qui la cattiva sono io, soprattutto perché nella quotidianità lui per lavoro e' spesso via e dunque ci sono SOLO io..e poi affatico a dedicarmi solo a lui, mentre mio marito ci riesce, seppure per minor tempo.

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  12. Bellissimo contributo per il nostro tema del mese, grazie! condivido ogni singola parola e aggiungo: non sono faccende da donne! sono faccende di famiglia!! ahahahah ;)

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  13. No vabbe' .... Ieri il mio "coinquilino"(si quando fa ste cose viene declassato a coinquilino!) si è offerto di preparare la cena... E voi direte "e questa che vuole?". Vuole che il tizio non metta il filetto di tonno direttamente nella padella con l' olio che inevitabilmente schizza fino all' altro capo del mondo... E voglio che se glielo faccio notare lui non prende un tovagliolo secondo lui per correre ai ripari x "asciugare un po" spalmando l' olio ancora di più stile crema per la cellulite... Certo che poi gli dico "lascia stare va', faccio io..."

    Francy

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GLI INVISIBILI

  Ora ve lo dico quello che penso perché dopo l’ultimo decreto, intensificare le lezioni di yoga non mi aiuta più e mi sono stancata di sentire che “eh ma che vuoi farci un’emergenza così non era mai capitata” ...a parte che la storia vi smentisce e per i mezzi dell’epoca alla fine forse se la sono cavata meglio di noi ...e non venitemi a dire che una volta non ci si spostava come oggi e che il rischio di contagio era minore...con il cacchio che lo era, considerando le condizioni igieniche e che in una casa ci vivevano anche in 20! Comunque il nuovo decreto tra le varie cose, su cui voglio sorvolare, perché alla fine sono disposta a credere nella bontà delle intenzioni, c’è la disposizione che i bambini già dalle elementari devono indossare la mascherina anche quando sono seduti al banco e per tutte le ore di lezione.

LA RIPARTENZA

Abbiamo ripreso più o meno la vita di sempre.  I ritmi lavorativi, ritornati nella norma , hanno spazzato via anche le ultime riserve di riposo che la quarantena ci aveva regalato. La didattica a distanza ha fatto il resto e sto facendo il conto alla rovescia insieme ai miei figli. Siamo tornati al ristorante già un paio di volte e mangiare la pizza appena sfornata non ha niente a che vedere con la consegna a domicilio. I pargoli di casa hanno ripreso gli sport e ora ci stiamo organizzando per il corso di nuoto estivo. Siamo tornati al super , a comprare vestiti e scarpe, al percorso verde della città, al mercato ....e desidero fortemente un breve fuga al mare nell’immediato.

COSA TENGO E COSA LASCIO

In teoria sarebbe da prendere e da buttare : tutto, anche i primi due mesi dell’anno, perché sono stato il preludio alla tempesta con in più il rammarico di aver creduto a chi, ai tempi, ci diceva “non è niente, è solo un’influenza”. Insomma questo 2020 dall’inizio alla fine non ci ha lasciato speranze e non ha avuto chance ...credo che mai come quest’anno, la gente abbia aspettato la mezzanotte per salutarlo e, mi verrebbe da aggiungere, in malo modo. Però l’altra sera, mentre tornavamo a casa in macchina, ho fatto un sondaggio casalingo  “Cosa lasciate e cosa tenete di questo 2020?”  Non hanno avuto dubbi... le vacanze : quelle sulla neve di febbraio e le altre al caldo sole di agosto. I compleanni, il calcinculo sotto casa che ci ha tenuto compagnia per tutta l’estate, l’inizio del lock down, quando non andare a scuola sembrava solo una festa, la ripresa di settembre , l’emozione di rivedersi , e poi queste feste , rinchiusi in casa ma felici e con la pancia piena. Ed io?

GIGANTI NEL GIARDINO DI CASA

Hanno visto restringersi il mondo dalla sera alla mattina, in una manciata d’ore tutto è cambiato senza che se ne rendessero conto, con una percezione di quello che c’era fuori “giustamente” filtrata dalle parole di mamma e papà. Da sempre considerati “piccoli” e quindi bisognosi di una guida, in questa situazione sono stati considerati addirittura “invisibili” , ignorati in tutto e per tutto dalla moltitudine di disposizioni, che nel frattempo però si stavano occupando di giri del palazzo, delle necessità dei cani e persino del dilemma “cancelleria sì o cancelleria no”. È vero era un’emergenza, ma lo era per tutti, anche per loro, per cui nessuna polemica, ma nemmeno nessuna scusante per il vuoto cosmico che li ha travolti.

IL 2020 CHE VERRA'

Sarà che quando una cosa nasce storta, ci credo poco che si raddrizzi, sarà che mio fido molto della prima impressione e pure che l’esperienza, nel bene o nel male, difficilmente mi porta così lontano dalla realtà…sta di fatto che questo 2019 mi è stato antipatico fin da subito e che oggi dopo 12 mesi, sono veramente contenta che finisca…ovviamente con la speranza che il 2020 non sappia fare di peggio.