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METTI UN GIORNO CHE (PARTE SECONDA).

Per, chi avendo letto il mio post Metti un giorno che..., mosso da curiosità, si fosse chiesto :” Ma dove caspita è finita questa? Dov’è questo Paese delle Meraviglie?” , eccomi qui a dare indicazioni ed indizi.
Prima di tutto una premessa per smorzare un po’ gli entusiasmi, caso mai ne aveste, perché il posto è si favoloso, divertente, fuori dal comune, ben organizzato, e tante altre belle cose, ma lo è per me e non è detta che anche a voi piaccia. Di sicuro piacerà ai vostri Cestini, se ce li porterete, perché in quella domenica non ne ho incontrato uno che non fosse in preda a risate a bocca aperta e a piedini che correvano e saltavano, anche in salita.
Poi, seconda premessa, noi siamo umbri ed il “luogo incriminato”, si trova nella nostra Regione. Un po’ scomodo per chi sta in zone di mare o alta montagna,  sicuramente però da tenere presente, caso mai veniste in vacanza da queste parti.

Il parco si chiama ACTIVO PARK e se andate qui  potrete accertarvi, che ho detto tutta la verità, solo la verità, nient’altro che la verità, in più  troverete tutte le indicazioni per raggiungerlo, le attività proposte e tutti i consigli su dove alloggiare e dove mangiare.
Se mi permettete, però qualche dritta vorrei darvela.
A parte, la partenza di prima mattina, per avere tempo a sufficienza per tutto, prima dell’ingresso al parco, fatevi un giro per le vie di Scheggino, sottostante al parco (che poi è il Paese delle Meraviglie di cui parlavo).  Parcheggiate vicino alla piazza con la fontana (è facile da trovare visto che stiamo parlando di un gruzzolo di case) e attraversatelo a piedi. Troverete il baretto vicino al torrente, il viale di abeti che costeggia il fiume, fontanelle e papere che fanno il bagno. Vi sembrerà di stare in un parco mentre, invece, state semplicemente, attraversando un paese. Alla fine del viale, vedrete, la stradina che si inerpica sulla montagna, dove c’è la piscina e poi ACTIVO PARK. Magari dopo esservi fatte questa passeggiata, andate a riprendere l’auto visto che all’ingresso del parco c’è un parcheggio dedicato, molto comodo e, se volete, portatevi il pranzo al sacco, perchè ci sono molte aree pic-nic, altrimenti, per i più comodi, c'è il Rifugio di cui parlavo.

Ah dimenticavo: scarpe comode e, ovviamente, no infradito!!!!









Commenti

  1. ne avevo sentito parlare degli activo parks! la regione se non ho capito male ne ha fatti diversi... questo di scheggino mi rimane pure comodo... registro e sottopongo al papozzo... secondo me ce piace!

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  2. chissà mai che prima o poi una vacanzina non ci scappi! grazie

    francy

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  3. ma lo sai che la prima foto che hai messo mi sembrava delle fonti del clitunno?? le conoscerai credo....pensa che la mia famiglia c'è praticamente nata....e io quasi!!! mia nonna ci faceva la guardiana e una volta ci ha addirittura portato in barca il duce....comunque mi fai venire voglia di riscoprire un po' le mie zone!

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    1. Si è vero, gli assomiglia molto. Alle fonti ci sono stata da poco, c'è un ristorantino li davanti, dall'altra parte della strada, molto carino, dove si mangia benissimo. "La Trattoria del Clitunno" mi sembra si chiami. Fanno una frittata al tartufo da leccarsi i baffi!!! Dai vieni da queste parti che ci prendiamo un caffè!!

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    2. mi farebbe davvero piacere! io ci sarò proprio nella settimana di ferragosto ma tu credo proprio sarai al mare!;-))

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    3. Si quella settimana siamo al mare, ma spero ci sarà un'altra occasione e se puoi fai un salto a Scheggino!!!!

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  4. bellissime foto!:-) e l'Umbria è una regione favolosa.. terrò presente questo post!! ps. grazie per il suggerimento "no infradito".. se a me qualcuno non me lo dice esplicitamente.. è scontato che usi quelle!!

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    1. Confesso che le foto non sono mie!!! Non sono una grande fotografa, ma mi sto attrezzando per migliorare. Il posto è veramente carino e merita, se poi è il caldo di uesti giorni, li troverai una piacevolissima arietta di montagna!!!

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GLI INVISIBILI

  Ora ve lo dico quello che penso perché dopo l’ultimo decreto, intensificare le lezioni di yoga non mi aiuta più e mi sono stancata di sentire che “eh ma che vuoi farci un’emergenza così non era mai capitata” ...a parte che la storia vi smentisce e per i mezzi dell’epoca alla fine forse se la sono cavata meglio di noi ...e non venitemi a dire che una volta non ci si spostava come oggi e che il rischio di contagio era minore...con il cacchio che lo era, considerando le condizioni igieniche e che in una casa ci vivevano anche in 20! Comunque il nuovo decreto tra le varie cose, su cui voglio sorvolare, perché alla fine sono disposta a credere nella bontà delle intenzioni, c’è la disposizione che i bambini già dalle elementari devono indossare la mascherina anche quando sono seduti al banco e per tutte le ore di lezione.

LA RIPARTENZA

Abbiamo ripreso più o meno la vita di sempre.  I ritmi lavorativi, ritornati nella norma , hanno spazzato via anche le ultime riserve di riposo che la quarantena ci aveva regalato. La didattica a distanza ha fatto il resto e sto facendo il conto alla rovescia insieme ai miei figli. Siamo tornati al ristorante già un paio di volte e mangiare la pizza appena sfornata non ha niente a che vedere con la consegna a domicilio. I pargoli di casa hanno ripreso gli sport e ora ci stiamo organizzando per il corso di nuoto estivo. Siamo tornati al super , a comprare vestiti e scarpe, al percorso verde della città, al mercato ....e desidero fortemente un breve fuga al mare nell’immediato.

COSA TENGO E COSA LASCIO

In teoria sarebbe da prendere e da buttare : tutto, anche i primi due mesi dell’anno, perché sono stato il preludio alla tempesta con in più il rammarico di aver creduto a chi, ai tempi, ci diceva “non è niente, è solo un’influenza”. Insomma questo 2020 dall’inizio alla fine non ci ha lasciato speranze e non ha avuto chance ...credo che mai come quest’anno, la gente abbia aspettato la mezzanotte per salutarlo e, mi verrebbe da aggiungere, in malo modo. Però l’altra sera, mentre tornavamo a casa in macchina, ho fatto un sondaggio casalingo  “Cosa lasciate e cosa tenete di questo 2020?”  Non hanno avuto dubbi... le vacanze : quelle sulla neve di febbraio e le altre al caldo sole di agosto. I compleanni, il calcinculo sotto casa che ci ha tenuto compagnia per tutta l’estate, l’inizio del lock down, quando non andare a scuola sembrava solo una festa, la ripresa di settembre , l’emozione di rivedersi , e poi queste feste , rinchiusi in casa ma felici e con la pancia piena. Ed io?

GIGANTI NEL GIARDINO DI CASA

Hanno visto restringersi il mondo dalla sera alla mattina, in una manciata d’ore tutto è cambiato senza che se ne rendessero conto, con una percezione di quello che c’era fuori “giustamente” filtrata dalle parole di mamma e papà. Da sempre considerati “piccoli” e quindi bisognosi di una guida, in questa situazione sono stati considerati addirittura “invisibili” , ignorati in tutto e per tutto dalla moltitudine di disposizioni, che nel frattempo però si stavano occupando di giri del palazzo, delle necessità dei cani e persino del dilemma “cancelleria sì o cancelleria no”. È vero era un’emergenza, ma lo era per tutti, anche per loro, per cui nessuna polemica, ma nemmeno nessuna scusante per il vuoto cosmico che li ha travolti.

IL 2020 CHE VERRA'

Sarà che quando una cosa nasce storta, ci credo poco che si raddrizzi, sarà che mio fido molto della prima impressione e pure che l’esperienza, nel bene o nel male, difficilmente mi porta così lontano dalla realtà…sta di fatto che questo 2019 mi è stato antipatico fin da subito e che oggi dopo 12 mesi, sono veramente contenta che finisca…ovviamente con la speranza che il 2020 non sappia fare di peggio.