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W GLI SPOSI 2° PARTE (Consigli di sopravvivenza)

Dopo aver parlato QUI del matrimonio dell’anno, e dopo aver divagato su quanto fosse stato bello, romantico, caldo, etc. etc., mi ero ripromessa di parlare di quello che nessuno dice dei matrimoni con Cestini al seguito, ovvero, di quanto siano faticosi, stressanti, lunghi e, per di più, dolorosi.
Se sopravvivi ad una giornata del genere non c’è ricompensa che renda merito.
Il problema ti si presenta insieme al postino che infila la partecipazione nella cassetta dell lettere e non ti abbandona fino al post-matrimonio, quando devi preoccuparti di far sparire le vesciche  comparse sotto i piedi.
Per sopravvivere a questo, o per lo meno per provarci, ho messo in atto un vera e propria strategia di guerra e, a sorpresa, ne sono rimasta piuttosto soddisfatta.


-         STRATEGIA ABITI: pantaloncini leggeri e polo per Cestino. Niente camicia+cravatta o farfallino che sia, perché fanno si “figo” ma, con 40° all’ombra, non sono proprio il caso. Per me, vestito extra-comodo (già ci pensano le scarpe taccate a farmi penare), largo e leggero, adatto per correre dietro ad un nano “impazzito” e “galvanizzato” al punto giusto. Borsa extra-large (basta con le pochette dove non entra nemmeno un fazzoletto) fornita di bottiglietta d’acqua, libricino, un pacchetto di biscotti e salviettine umidificanti. Abito comodo anche per il Principe che ha corso la staffetta insieme a me, dandomi il cambio nei momenti in cui meditavo di fuggire a Kathmandu.

-         STRATEGIA CERIMONIA: trattandosi, come da previsione, di cerimonia-lunga ho cercato di farlo arrivare fresco e riposato, perché quando il sonno incombe, si sa, i Cestini diventano ingestibili. Ho modificato un po’ la routine quotidiana e anticipato l’ora del sonnellino con risultati  più che soddisfacenti. Incantato dal posto niente capricci, niente pianti e niente corse, solo qualche, giustificata, incursione, nel prato antistante la chiesa ma nulla più. E’stato curioso, però, dover spiegare che quella cosa bianca in chicchi, che si chiama riso, e che la mamma in genere mette nel piatto per mangiare, andava per quell’occasione (e solo per quella) tirata!

-         STRATEGIA BANCHETTO-NUZIALE: qui il piano di guerra è saltato. Il buffet bordo piscina ha creato un parapiglia di cestini da non prenderli più nemmeno con il retino da pesca. Inutile dirlo, ai bordi della piscina, un bel pratino all’inglese dove i tacchi delle scarpe si infilavano alla perfezione fino a cementarvisi dentro. Non sapete quanto ho rimpianto le hawaianas! Unica soluzione è stato riempirgli il piatto di un gran numero di “porcherie” (l’ho ammetto ho molto peccato ma il pediatra non lo saprà mai), dopo di che, il resto del banchetto è scorso abbastanza bene. Mi è tornato utilissimo il libro portato da casa, sfogliato e risfogliato migliaia di volte, mi è tornata utile la candela sul tavolo, che mano a mano che si scioglieva formava delle stallatiti da rompere in tanti ed innocui pezzettini, mi sono tornati utili i petali dei fiori sparsi sulla tovaglia con i quali abbiamo creato tanto e perfino i segnaposto a forma di torta nuziale, distrutti senza rimedio. Ovviamente mi è tornato utile il menù, non quello scritto, bensì quello servito. Cestino ha gradito molto e mamma e papà ringraziano.  Certo più di tutti mi sarebbe stata utile una baby-sitter a cui lasciare Cestino per la serata ma volete mettere la soddisfazione del giorno dopo, quando ti accorgi che, nonostante tutto, sei sopravvissuta?

Unica nota: le vesciche ai piedi ci sono ma il podologo ha detto che per il prossimo matrimonio saranno guarite!


Commenti

  1. io per la cerimonia ho un asso nella manica... nonni disponibili a passare un pomeriggio fuori dalla chiesa!!! Considera che all'ultimo matrimonio pelatino faceva il paggetto per cui eravamo pure incravattati!!!

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    1. Il problema è il banchetto. Non so Pelatino, ma Cestino in genere, non sta seduto, nemmeno a legarlo!! Devo informarmi su come fanno quei genitori a tenerli buoni al ristorante. Quando andiamo a mangiare una pizza, io e il Principe Azzurro facciamo i turni ma questa cosa proprio non mi va giu. Mi devo attrezzare per risolverla!!

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  2. Ciao, piacere di conoscerti, sono capitata nel tuo blog per caso e devo dire che è molto carino :)
    un saluto e buona giornata
    Elly

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    1. Ciao, grazie di avermi fatto visita. Faccio un salto anch'io da te!!!

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  3. Ciao, sono contenta che sei sopravvissuta al matrimonio con cestino annesso! Ti dico solo che quando a noi arriva una partecipazione mio marito comincia a bofonchiare, rivolgendosi al futuro sposo:" Ti hanno fregato caro mio, e tu che ci festeggi pure sopra e ci spendi soldi. Ma che hai da festeggiare dico io!!". Ancora non siamo stati invitati a matrimoni da quando c'è Daniele. Temo il momento. Torneranno utili i tuoi consigli.Niente tacco, però....
    Raffaella

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    1. Siamo sopravvissuti ma credo che non sia possibile replicare per i prossimi 8 anni almeno!!!

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  4. noooo...il buffet a bordo piscina è l'incubo di ogni mamma!!! per fortuna noi niente matrimoni in vista...speriamo per moooolto tempo!!!!

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    1. Che poi tutti pensano che sia un privilegio essere invitati!!!!! .... a parte tutto, le persone che si sono sposate sono per noi molto importanti e festeggiare con loro è stato un piacere!!!

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  5. Io di solito per sopravvivere al banchetto nuziale bordo piscina rimango direttamente senza scarpe. Ho visto genitori disperati provvisti di televisore portatile/ i-pad per tenere buoni i lori figli. E confesso che anche io, qualche volta sull orlo della disperazione, per riuscire a mangiare qualcosa, ho messo lo Gnappo di fronte all i- phone scaricando la pimpa su you-tube

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    1. Quello che spero con tutto il cuore è di non doverlo ripetere spesso!

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GLI INVISIBILI

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Hanno visto restringersi il mondo dalla sera alla mattina, in una manciata d’ore tutto è cambiato senza che se ne rendessero conto, con una percezione di quello che c’era fuori “giustamente” filtrata dalle parole di mamma e papà. Da sempre considerati “piccoli” e quindi bisognosi di una guida, in questa situazione sono stati considerati addirittura “invisibili” , ignorati in tutto e per tutto dalla moltitudine di disposizioni, che nel frattempo però si stavano occupando di giri del palazzo, delle necessità dei cani e persino del dilemma “cancelleria sì o cancelleria no”. È vero era un’emergenza, ma lo era per tutti, anche per loro, per cui nessuna polemica, ma nemmeno nessuna scusante per il vuoto cosmico che li ha travolti.

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