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LE MAMME SONO ANCHE BLOGGER (ironicamente)

Ieri mattina ho letto il post di Simonetta di La solita mamma sulle mamme blogger e, a parte l’ironia e al tempo stesso la profondità con cui parla di ogni argomento, mi ha fatto riflettere un po’.
Tra l’altro era domenica ed un po’ di tempo per farlo, c’era.
Non ho commentato ,ma mentre spingevo il carrello del supermercato con Cestino dentro, a reclamare uva, cioccolato, pane, gelato, prosciutto, succo di frutta, ovino, mi sono psicanalizzata un po’, che a me piace sempre fare di questi giri mentali
Perché scrivo su un blog?



Non credo ci sia un motivo specifico, lo faccio per me (bugia!), ok lo faccio anche per me (così va meglio), senza fini particolari, se non quello di mettere per iscritto ciò che mi succede ogni giorno, le avventure (se di avventure si può parlare), le crisi, le gioie, le ansie, i ricordi, uno spazio virtuale, (altrimenti avrei fogli e fogli d’appunti sparsi per tutta casa), dove cerco di raccogliere e riordinare i tanti pezzettini che compongono Mamma Piky.
Ha ragione Simonetta quando dice che le cose che raccontano le mamme blogger sono sempre le stesse, ma questo è un bene. Sono consigli che girano a vortice, che sono serviti alle mamme di prima, servono alle mamme di adesso, e serviranno alle mamme di domani. E’ un enciclopedia in continua evoluzione. E’ la base, affiancata a mille sfaccettature e a mille modi diversi di viverla. E’ fonte inesauribile di sapere.

Problema spannolinamento? Fatti un giro tra i blog, e raccogli ciò che ti può servire, non è detta che tu risolva il problema ma almeno ti sentirai meno sola e ti farai anche quattro risate.
Si perché le mamme blogger sono tutte uno spasso, sanno vedere il lato comico anche in una notte passata in bianco a cantare filastrocche e ninna nanne. E poi c’è sempre il discorso “mal comune mezzo gaudio” che, secondo me, vale sempre.

Ma guadagnare con un blog si può?
 Boh, non mi sono posta il problema, ed in linea di massima, non credo. Certo alcune ne hanno fatto una professione, ma non è così semplice e nemmeno tanto scontato. Occorre farsi un mazzo tanto e le mamme già se lo fanno ogni giorno, per far entrare in 24 ore, quello che, normalmente, ne richiede 48, non credo ci sia spazio per molto altro.
Chi c’è riuscita, chi ce l’ha fatta, forse aveva ben altre motivazioni, oltre a quella di raccontare se stessa. Ci sono blog mammeschi professionali che adoro, che leggo con regolarità e dove trovo risposte, che nemmeno dal pediatra riesco ad avere, ma di certo non posso considerarli solo “blog”.
In questo senso penso a Mamma Felice che da mamma è diventa mamma blogger, ma con quanto lavoro? Con quanto sacrificio? Basta farci un giro per rendersene subito conto.
Per non parlare poi, di chi dal blog è passata a scrivere un libro, anche lì serve tanto, non si improvvisa niente. Occorre impegno, dedizione, tempo, tutte cose che ogni mamma ha, ma che vuole (e, a volte, deve) dedicare allo scopo per cui è diventata, per l’appunto, mamma prima e mamma blogger poi.



Commenti

  1. ciao!sono entrata per la prima volta nel tuo spazio e devo dire che mi trovo daccordo con te.io ho creato il mio blog perchè ho una famiglia sparpagliata qua e la e quindi per renderli partecipi tutti insieme della vita della mia piccola genio del male e ora abbiamo anche qualche "amico virtuale" che ci ha conosciuto frugando nei vari blog, come faccio io del resto!colpisci una ferita aperta parlando del "problema" spannolinamento col quale sto combattendo una battaglia ad armi assolutamente non pari, e guardare un altro blog e sapere che altri genitori sono nella mia stessa situazione mi fa sentire un pò meno una mamma che parla con un muro!e poi le storie dei bimbi è vero che sono tutte più o meno uguali,ma quel più o meno le rende uniche. se vuoi ti aspetto da noi.

    francy

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    Risposte
    1. Che poi scrivere per l'anima è un pò come andare in palestra per i muscoli....
      che nome carino "Noi e il Capo"...rende l'idea. Vengo a curiosare un pò e grazie di essere passata da me.
      :-))

      Elimina
  2. Quanta verità in questo post!
    Perché scrivi un blog? Me l'hanno chiesto le mie amiche.
    Alla fine scrivo un blog per me stessa, per fermare il tempo su una riflessione o un momento significativo.
    Ma mentre scrivo non scrivo solo per me. Mi accorgo di scrivere per quelle mamme spaesate che a volte non sanno di avere un tesoro dentro di loro e si sentono insicure.
    Un blog di mamme aiuta le altre mamme a ritrovare fiducia in sè stesse, a sentire che non sono sole, ma che essere mamme è un mestiere semplice e complesso e che tutte ci poniamo gli stessi dubbi!
    Grazie Mamma Piky per la spontaneità con cui fai sentire meno sole e più normali le mamme! 😘

    RispondiElimina

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GLI INVISIBILI

  Ora ve lo dico quello che penso perché dopo l’ultimo decreto, intensificare le lezioni di yoga non mi aiuta più e mi sono stancata di sentire che “eh ma che vuoi farci un’emergenza così non era mai capitata” ...a parte che la storia vi smentisce e per i mezzi dell’epoca alla fine forse se la sono cavata meglio di noi ...e non venitemi a dire che una volta non ci si spostava come oggi e che il rischio di contagio era minore...con il cacchio che lo era, considerando le condizioni igieniche e che in una casa ci vivevano anche in 20! Comunque il nuovo decreto tra le varie cose, su cui voglio sorvolare, perché alla fine sono disposta a credere nella bontà delle intenzioni, c’è la disposizione che i bambini già dalle elementari devono indossare la mascherina anche quando sono seduti al banco e per tutte le ore di lezione.

LA RIPARTENZA

Abbiamo ripreso più o meno la vita di sempre.  I ritmi lavorativi, ritornati nella norma , hanno spazzato via anche le ultime riserve di riposo che la quarantena ci aveva regalato. La didattica a distanza ha fatto il resto e sto facendo il conto alla rovescia insieme ai miei figli. Siamo tornati al ristorante già un paio di volte e mangiare la pizza appena sfornata non ha niente a che vedere con la consegna a domicilio. I pargoli di casa hanno ripreso gli sport e ora ci stiamo organizzando per il corso di nuoto estivo. Siamo tornati al super , a comprare vestiti e scarpe, al percorso verde della città, al mercato ....e desidero fortemente un breve fuga al mare nell’immediato.

COSA TENGO E COSA LASCIO

In teoria sarebbe da prendere e da buttare : tutto, anche i primi due mesi dell’anno, perché sono stato il preludio alla tempesta con in più il rammarico di aver creduto a chi, ai tempi, ci diceva “non è niente, è solo un’influenza”. Insomma questo 2020 dall’inizio alla fine non ci ha lasciato speranze e non ha avuto chance ...credo che mai come quest’anno, la gente abbia aspettato la mezzanotte per salutarlo e, mi verrebbe da aggiungere, in malo modo. Però l’altra sera, mentre tornavamo a casa in macchina, ho fatto un sondaggio casalingo  “Cosa lasciate e cosa tenete di questo 2020?”  Non hanno avuto dubbi... le vacanze : quelle sulla neve di febbraio e le altre al caldo sole di agosto. I compleanni, il calcinculo sotto casa che ci ha tenuto compagnia per tutta l’estate, l’inizio del lock down, quando non andare a scuola sembrava solo una festa, la ripresa di settembre , l’emozione di rivedersi , e poi queste feste , rinchiusi in casa ma felici e con la pancia piena. Ed io?

GIGANTI NEL GIARDINO DI CASA

Hanno visto restringersi il mondo dalla sera alla mattina, in una manciata d’ore tutto è cambiato senza che se ne rendessero conto, con una percezione di quello che c’era fuori “giustamente” filtrata dalle parole di mamma e papà. Da sempre considerati “piccoli” e quindi bisognosi di una guida, in questa situazione sono stati considerati addirittura “invisibili” , ignorati in tutto e per tutto dalla moltitudine di disposizioni, che nel frattempo però si stavano occupando di giri del palazzo, delle necessità dei cani e persino del dilemma “cancelleria sì o cancelleria no”. È vero era un’emergenza, ma lo era per tutti, anche per loro, per cui nessuna polemica, ma nemmeno nessuna scusante per il vuoto cosmico che li ha travolti.

IL 2020 CHE VERRA'

Sarà che quando una cosa nasce storta, ci credo poco che si raddrizzi, sarà che mio fido molto della prima impressione e pure che l’esperienza, nel bene o nel male, difficilmente mi porta così lontano dalla realtà…sta di fatto che questo 2019 mi è stato antipatico fin da subito e che oggi dopo 12 mesi, sono veramente contenta che finisca…ovviamente con la speranza che il 2020 non sappia fare di peggio.