UN INVERNO DI LETTURE

 




Ho letto tantissimo in questo lungo e noioso inverno, ho letto di tutto. Ho letto e riletto, storie che mi erano piaciute e che ho voluto godermi di nuovo ma anche storie che non avevo capito la prima volta e che non volevo lasciar andare via così. Ho letto tanto per me e letto altrettanto a loro che ormai sì sono grandi e potrebbero farlo da soli, ma che si siedono accanto a me, non solo per la storia ma per il momento.

Fare la lista di cosa ho letto è troppo, dovrei mettermi a tavolino per scriverla perché così su due piedi ne lascerei fuori la metà, però vi dico quello che ha lasciato il segno e che forse…rileggerò.

BIANCANEVE NEL NOVECENTO di Marilù Oliva


Me l’ha consigliato un’amica e siccome di lei mi fido, l’ho preso senza leggere nemmeno di cosa parlasse. Ci sono libri che ti catturano solo con il titolo ed è un titolo che spiega, che dice tanto…ecco questo è uno di quelli. 

Bianca è una Biancaneve del Novecento che vive nella periferia bolognese, non ama le favole e anche lei ha a che fare con una matrigna che poi non è così cattiva come sembra … o che forse ha i suoi motivi per esserlo.

Letto tutto d’un fiato e forse per questo devo rileggerlo. 

Sullo stesso filone delle storie di periferia ho amato tanto anche SANGUE SPORCO di Enrica Aragona, mi ricorda Silvia Avallone e la sua scrittura intensa. 

RAGAZZA di Edna O’brien

Nordest della Nigeria, la foresta e una donna tenuta in ostaggio in un campo di addestramento di miliziani per mesi, che è ora sta tentando la fuga con la sua bambina per cercare oltre quella natura selvaggia la possibilità di una nuova vita. 

Ho pianto tanto

PER GRAZIA RICEVUTA di Valeria Parrella


Di Valeria Parrella avevo già letto “Mosca più Balena” con il quale aveva vinto il Premio Campiello di diversi anni fa e quindi mi aspettavo tanto da questo romanzo. Non sono stata delusa. Il suo modo di raccontare le storie di uomini e donne, il modo in cui descrive e parla di Napoli, non può non coinvolgere. A metà tra l’ironia e il dramma, i protagonisti di queste quattro storie in un modo o nell’altro affascinano. 

MORTI MA SENZA ESAGERARE di Fabio Bartolomei. 


Vera è andata a casa dei genitori, si è addormentata nella sua vecchia cameretta e al mattino viene svegliata dalla madre, con il solito vassoio della colazione tra le mani, e dal padre, con il consueto sorriso amorevole sul volto. Tutto normale, a parte il fatto che i genitori erano morti quattro giorni prima.

Ho riso tanto…e pensato a quanto sarebbe bello se fosse veramente possibile. 



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1 commenti:

  1. Mi ispirano tutti, tranne la raccolta di quattro storie perchè non amo i racconti. Mi segno tutti i tutoli, grazie!

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