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"PIAZZA DEL POPOLO"


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Voi vostro figlio di 12/13 anni, ma anche qualcuno in più o addirittura qualcuno in meno, ce lo lascereste ad esempio a Roma, in Piazza del Popolo, in mezzo a “n” sconosciuti a conversare amabilmente con loro, intrattenere rapporti sociali, scambiarsi opinioni e condividere esperienze? E nel caso, non buttereste un occhio?
Me lo domando perché io, ad un'età molto più avanzata di questa, se per caso andavo a mangiare un gelato nella piazzetta del paese abitato da quattro anime, ci potevo scommettere che avrei visto comparire ogni volta mia madre con la sua cinquecento scassata, vederla fare il giro della rotonda, tirare due colpi di clacson o addirittura tirar giù il finestrino per chiamarmi a gran voce. Già era tanto se non aveva una scopa in mano...così tanto per farmi capire che dove ero io, era pure lei e che se qualcosa non le quadrava era pur certo che a casa mi aspettava un grosso guaio, di sicuro il gelato non l'avrei mangiato per un bel po’. 

Avevo ben stampato in testa ciò che potevo fare e cosa invece era del tutto vietato, sapevo distinguere ciò che era pericoloso e da cosa dovevo tenermi alla larga, nel caso qualcosa non mi fosse chiaro a sufficienza c'era sempre la scopa di mia madre a chiarirmi le idee. Di sicuro di andare da sola in Piazza del Popolo a 13 anni per socializzare, non mi è mai venuto in mente. 

La sua presenza, o se preferite, il suo controllo, però non mi ha "tarpato le ali", non mi ha fatto sentire diversa ne fatto crescere priva d'identità, non ha invaso la mia privacy, né tanto meno mi ha resa bisognosa di un costante appoggio per affrontare gli anni e la vita a venire. Dirò di più, mi ha permesso di vivere con più leggerezza i miei anni, perché tanto c'era lei a vigilare, né troppo vicino ma neanche troppo lontano, nel caso mi fossi trovata spalle al muro...insomma la giusta distanza di un genitore. La stessa distanza che cerco di tenere io e che non intendo allungare.

I ragazzi di oggi invece a 12/13 anni ma anche meno, in Piazza del Popolo ci vanno, da soli, senza guida. I genitori si fidano, sono moderni, sono "amici", gli lasciano i loro spazi anche se coincidono con il vuoto cosmico, credono nella libertà e nell'autonomia lasciano i propri figli parlare con tutti, socializzare e condividere, fino a quando non si cacciano nei guai, per poi stupirsi e dire "come diamine è successo?". 

Non sono una diplomatica io, non sono una di quelle che non si esprime e non da giudizi per non andare contro a nessuno, non mi interessa di risultare impopolare e prendermi della bigotta o di quella che è un luogo comune vivente. Francamente me ne frego, ma che diamine non scherziamo. 13 anni son 13 anni, oggi come negli anni 80, quando li avevo io. Non sei un uomo o una donna, a quell'età, a volte non lo si è neanche dopo figuriamoci, sei una mezza via, incompleta, con una mente che ragiona in proporzione alla data di nascita, sei in una fase evolutiva dove niente è certo meno che meno quel che credi e cosa pensi. Non lo sai cosa è giusto e cosa no, il pericolo ti affascina ma non lo conosci, i divieti li vuoi sfidare e salti le regole, tu sei grande e il mondo è tuo. Bello, bellissimo e naturale, ci sono passata io, ci passeranno i miei figli e pensate un po' c'è passata pure mia madre, però bisogna che qualcuno in quella Piazza del Popolo, che purtroppo oggi è solo virtuale ed anche molto più popolosa, un occhio ce lo butti...anche con una scopa in mano se necessario e per favore…togliamo i cellulari dalle mani dei ragazzini!

Commenti

  1. E soprattutto sull'ultima frase...applausi e standing ovation!

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  2. Oh, là... siamo in due, allora. Di bigotte, intendo. Facciamo pure una distinzione: il mondo è cambiato ed è sicuramente più pericoloso di una volta. I ragazzi (molti, almeno) crescono privi di valori, di "anima" oserei dire, sotto il menefreghismo dei genitori a cui basta che non rompano. E i risultati si vedono.
    Ma prescindendo da questo, sicuramente NON lascerei un ragazzino solo, a socializzare: non ha l'età, non è nemmeno preparato. Lui socializza solo con il telefonino, che ne sa del mondo?
    Ti conosco, Maria Elena, e per questo il discorso non è rivolto a te, che sei piena di sani principi (questo post lo dimostra) e che stai educando i tuoi figli ai suddetti valori. Mi rivolgo alle mamme di oggi: fate qualcosa, vi prego. Magari usate pure la scopa, ma non lasciate che i vostri figli si perdano...

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  3. appalusi e applausi...troppi ragazzi oggi sono lasciati allo stato brado con genitori amici che no sanno di re no!!!!!! io potrei essere tua madre ...li controllo in bici perchè è più comodo ....ma cisono e non me ne frega se sono l'unica mamma che controllain una classe di ragazzini che fannogli uomini o donne a 13 anni ...come hai detto te 13 anni sono 13 e punto e il genitoresono io e controllo io -....non sono amica sono genitore e checavolo

    ciaone!!!!!

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  4. In linea generale sono d'accordo con te. Però non ho capito il problema di Piazza del Popolo..... sarà perché sono milanese. Però mio figlio in piazza Duomo ci va. Ha 16 anni. E a quell'età onestamente ci andavo anche io, anzi anche prima. Diciamo con la prima superiore.

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    1. Puff era un paragone, una metafora...un ragazzino di 12/13 anni in Piazza del Popolo a Roma scommetto che pochi genitori lo manderebbero, considerando il posto affollato di sconosciuti e quindi potenzialmente pericoloso, però magari gli stessi genitori, un bel cellulare in mano per collegarsi con tutti i social del mondo, glielo darebbero senza problemi e non avvertirebbero il pericolo...io penso che a 13 anni ma purtroppo anche meno, sei piccolo per passeggiare da solo in centro a Roma come lo sei altrettanto per avere una connessione social fuori controllo...anzi forse molto di più..ecco intendevo questo

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  5. D'accordo con te al 100% per 100%. Sia per la "piazza del Popolo" virtuale che per quella fisica. Va bene lasciare autonomia e spazi ma un adulto deve sempre esserci a quella età e pure dopo, ancora per un pò. Saremo antiquate ma, onestamente, mi importa più della sicurezza di mio figlio che dei giudizi della gente. E poi qualche no, qualche frustrazione rispetto a quello che hanno/fanno i compagni, è formativa.

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  6. D'accordissimo su tutto. E sapete qual è una delle cose che mi fa più incazzare di questi ultimi anni? I genitori che portano i figli in auto a scuola anche s la scuola è a 600 metri da casa "perché non si sa mai" e poi li lasciano andare in giro il sabato sera a 14 anni fino all'1.00 di notte! Ecco, questo è al di là della mia compensione

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  7. D'accordo su tutti i fronti e purtroppo confermo che a 14 anni ci sono ragazzine che il sabato sera escono e fanno tardi, alcune volte tornano a casa anche un po' brille.. So che la mia figlia grande ( 18 anni ad agosto) è stata una mosca bianca perché ha iniziato ad uscire la sera solo da qualche mese, ma sinceramente preferisco così' , so già in partenza che avrò da sudare con la piccola (12anni appena compiuti) perché è una peperina ma con me non la spunta... Ha il telefono, che io controllo ogni giorno e sinceramente fuori sola ancora no! Non sopporto quelle mamme che dicono di essere amiche dei propri figli, io sarò all'antica ma il mio ruolo di mamma non mi permette di essere amica, le mamme educano guidano e correggono gli errori ... Un abbraccio Antonella- firenze

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  8. Noi ci siamo trasferiti in un piccolo paese di 5000 abitanti comprese le frazioni. Un paesone più che un comune. Ha tutto ma a misura di "Far West" come dico io, dove il medico è anche il sindaco e le webcam migliori sono i vicini di casa e le persone del paese.... I bimbi sono ancora piccoli ma quando avranno 13 anni potranno andare in piazza a prendere il gelato, con i coetanei che nel peggiore dei casi hanno fatto le elementari con loro e non anche l'asilo.... Magari con il cellulare in tasca (non so cosa deciderò tra 8 anni...) ma di sicuro con un pallone sotto braccio o i pattini ai piedi o in bici. Ecco, questa è la mia idea di fusione tra vecchio e nuovo, allargando o stringendo i binari entro cui i miei figli devono sapere di poter/dover stare.

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  9. D'accordissimo con te! Su tutta la linea.
    Siamo genitori, non amici.
    E per il cellulare c'è sempre tempo. Insegnamo loro a godere del qui ed ora!

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